Fuori commercio
Relazione 2025 Procura Generale
Roma, 30 gennaio 2026
A cura di: Gaeta Pietro
Formato: 17 x 24 cm
Legatura: Filorefe
Pagine: 480
Anno edizione: 2026
ISBN: GE6662
EAN: GE6662
UB. INT. :
Contenuto
PREMESSA
I. IL SERVIZIO PENALE
1. L’attività della Procura generale nel Settore penale:
in generale, nei ricorsi decisi dalle Sezioni Unite penali.
1.1. Le questioni in materia processuale nei procedimenti trattati in udienza ‘partecipata’.
1.2. Le questioni in materia sostanziale. Procedimenti trattati in udienza ‘partecipata’.
1.3. Le questioni nei procedimenti ‘a trattazione necessariamente non
convertibile’. In particolare, quelle in materia di misure di prevenzione.
2. L’intervento della Procura generale nei giudizi dinanzi alle Sezioni semplici.
2.1. La materia processuale.
2.2. La materia sostanziale.
3. La valutazione del giudizio controfattuale.
3.1. Sui ricorsi a trattazione esclusivamente scritta.
4. I contrasti.
4.1. L’attività decisoria della Procura generale: contrasti sulla competenza
territoriale.
5. I rapporti con la Procura europea.
II. IL SERVIZIO CIVILE
1. L’attività svolta in àmbito civile.
III. IL SERVIZIO DISCIPLINARE
1. Premessa.
2. I princìpi fondamentali della responsabilità disciplinare.
2.1. Natura e finalità della responsabilità disciplinare.
2.2. Il rapporto con le altre forme di controllo sull’attività dei magistrati.
2.3. Informazione e trasparenza dell’attività disciplinare.
3. Riforma costituzionale e procedimento disciplinare.
4. L’organizzazione del Servizio disciplinare.
5. Le principali questioni esaminate nel 2025.
5.1. Gli illeciti disciplinari nell’esercizio delle funzioni.
5.2. Il piano di smaltimento e l’estinzione dell’illecito disciplinare del ritardo
nel deposito dei provvedimenti (art. 3-ter del d.lgs. n. 109 del 2006).
5.3. Gli illeciti disciplinari fuori dell’esercizio delle funzioni.
5.4. La condotta disciplinarmente irrilevante (art. 3-bis d.lgs. n. 109 del 2006).
5.5. Gli illeciti disciplinari conseguenti a reato.
5.6. Le questioni procedimentali.
III.1 L’ATTIVITÀ CONCERNENTE GLI AFFARI INERENTI
AL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE
1. Compiti e organizzazione dell’Ufficio disciplinare forense e per gli affari
inerenti al Consiglio Nazionale Forense.
2. L’attività dell’Ufficio nell’anno 2025.
III.2 L’ATTIVITÀ CONCERNENTE I PROCEDIMENTI DISCIPLINARI
A CARICO DEL PERSONALE DI POLIZIA GIUDIZIARIA
IV. RAPPORTI CON GLI UFFICI DEL PUBBLICO MINISTERO
(UFFICIO AFFARI INTERNI)
1. L’attuazione dell’art. 6 del d.lgs. n. 106 del 20 febbraio 2006: quadro
generale.
1.1. La continua espansione del sistema di attuazione dell’art. 6.
1.2. La riorganizzazione dell’Ufficio Affari interni.
1.3. Le informazioni dagli uffici territoriali: considerazioni preliminari.
2. Le questioni organizzative.
2.1. L’impatto della modifica della circolare sulla organizzazione degli uffici
di Procura.
2.2. Le risorse di personale e di mezzi.
2.3. Aspetti problematici relativi al processo penale telematico e
all’applicativo A.P.P.
2.4. La gestione delle intercettazioni: tariffe e conferimento nell’archivio digitale.
3. La vigilanza sull’uniformità dell’azione del pubblico ministero: i settori
oggetto di specifica previsione normativa.
3.1. Il controllo sulle iscrizioni.
3.2. Il controllo sul rispetto dei termini di durata massima delle indagini
preliminari. Le avocazioni.
3.3. Il controllo sugli adempimenti in materia di violenza di genere.
Le novità nella legge n. 181 del 2025 sul femminicidio.
3.4. Il rispetto delle disposizioni in materia di presunzione di innocenza.
4. Gli altri settori oggetto di monitoraggio.
4.1. La criminalità minorile.
4.2. Gli infortuni sul lavoro. L’avvio della collaborazione con l’I.N.A.I.L.
4.3. L’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro.
4.4. L’immigrazione clandestina.
4.5. La responsabilità degli enti.
4.6. Le misure di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria e del controllo
giudiziario.
4.7. Il contrasto alla diffusione della sostanza stupefacente fentanyl. 314
4.8. Le frodi alimentari.
5. I reati ambientali.
5.1. Premessa.
5.2. Il monitoraggio sui reati in materia di ambiente e nei settori contigui.
5.3. La Rete delle Procure generali nella materia ambientale.
5.4. L’art. 118-bis disp. att. c.p.p.: cenno e rinvio.
6. Pubblico ministero ed esecuzione penale: le questioni problematiche.
6.1. L’esecuzione delle pene sostitutive della semilibertà e della detenzione
domiciliare.
6.2. L’ammissione a benefici penitenziari di detenuti per reati di cui all’art.
4-bis ord. pen.
6.3. L’esecuzione delle pene pecuniarie.
6.4. La confisca per equivalente.
7. Il pubblico ministero nel settore civile.
7.1. Gli orientamenti sull’attività del pubblico ministero nelle controversie in
materia di trascrizione e annotazione atti da parte dell’ufficiale di stato civile.
7.2. Il pubblico ministero nella materia economica e nella crisi di impresa.
La collaborazione con la Scuola Superiore della Magistratura e con la
Guardia di Finanza.
8. I rapporti infradistrettuali.
8.1. Il coordinamento delle indagini previsto dall’art. 118-bis disp. att. c.p.p.
8.2. Il rapporto tra le Procure distrettuali e quelle circondariali.
9. I rapporti tra gli uffici di Procura e la Procura europea.
10. Il sistema nazionale di coordinamento Eurojust.
V. L’UFFICIO PER GLI AFFARI INTERNAZIONALI
1. Premessa.
2. La partecipazione alle reti europee: il contributo alla redazione del 2025
Rule of Law Report. La cooperazione civile.
3. Le attività relative ai rapporti con Eurojust: cenno e rinvio.
4. La partecipazione alle attività di reti europee promosse da Eurojust.
4.1. La partecipazione al Consultative Forum of Prosecutors General.
4.2. La partecipazione all’Eurojust Counter-Terrorism Working Group.
4.3. La partecipazione al Forum dei Procuratori generali EuroMed.
5. La Rete giudiziaria europea.
6. Reti globali, conferenze internazionali e Memorandum.
7. Il Consiglio consultivo dei Procuratori europei (C.C.P.E.)
8. Le delegazioni straniere ricevute nell’àmbito di incontri bilaterali.
VI. LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA E ANTITERRORISMO
1. Premessa
2. La minaccia criminale.
3. Le attribuzioni della D.N.A. in materia di sicurezza cibernetica
nazionale.
4. Il Servizio di cooperazione internazionale e le attribuzioni della D.N.A.
in materia di coordinamento delle indagini relative a reati transnazionali.
5. La sezione Antiterrorismo e il contrasto alla criminalità terroristicoeversiva.
6. Il narcotraffico e la dimensione transnazionale dei relativi fenomeni
di criminalità organizzata.
6.1. La dimensione cibernetica del narcotraffico.
7. Le mafie italiane. Struttura, modelli operativi e linee evolutive.
7.1. Cosa Nostra: attuale struttura, settori di interesse, linee evolutive.
7.2. La ’Ndrangheta: modelli strutturali e processi evolutivi a livello
regionale, nazionale e globale.
7.3. Nuovi assetti e profili evolutivi delle mafie pugliesi.
7.4. Le indagini sulle stragi terroristico-mafiose del 1992-1994.
7.5. Il coordinamento delle indagini di criminalità organizzata delle
Procure distrettuali e dell’Ufficio del Procuratore europeo.
7.6. Il controllo mafioso del settore delle rapine a portavalori.
8. Nuove mafie e organizzazioni criminali di origine straniera.
8.1. La criminalità albanese.
8.2. La criminalità nigeriana.
8.3. La criminalità cinese.
8.4. Le associazioni criminose finalizzate al traffico di migranti e alla tratta
delle persone.
9. Il riciclaggio e il reinvestimento dei proventi illeciti della criminalità
organizzata.
10. Le segnalazioni di operazioni finanziarie sospette nel sistema
del coordinamento investigativo.
11. Tecnologie e indagini di criminalità organizzata.
12. Il sistema delle operazioni sotto-copertura.
13. Collaboratori e testimoni di giustizia.
14. Le mafie e il carcere.
14.1. Art. 41-bis ordinamento penitenziario.
14.2. Detenuti Alta Sicurezza
15. Il traffico organizzato di rifiuti.
STATISTICHE RELATIVE ALL’ATTIVITÀ DELLA PROCURA GENERALE
SERVIZIO PENALE
SERVIZIO CIVILE
SERVIZIO DISCIPLINARE
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