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	<title>Alimentazione, Cucina Archivi | Gangemi Test</title>
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	<title>Alimentazione, Cucina Archivi | Gangemi Test</title>
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		<title>Innamorarsi dell&#8217;insalata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2025 09:11:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Innamorarsi dell’insalata è un viaggio nel tempo e nella cultura, alla scoperta di un alimento che ha affascinato studiosi e gastronomi. Non si tratta solo di foglie verdi, ma di una storia ricca e sorprendente, fatta di pregiudizi e riscatti, di usi popolari e nobiliari, di simbolismi e passioni. Dai primi erbari dell’antichità alle intuizioni ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Innamorarsi dell’insalata è un viaggio nel tempo e nella cultura, alla scoperta di un alimento che ha affascinato studiosi e gastronomi. Non si tratta solo di foglie verdi, ma di una storia ricca e sorprendente, fatta di pregiudizi e riscatti, di usi popolari e nobiliari, di simbolismi e passioni. Dai primi erbari dell’antichità alle intuizioni di Hildegarda di Bingen, dagli studi di botanica ai trattati di gastronomia, l’insalata è stata elogiata, criticata, vietata e infine celebrata. June di Schino ne ricostruisce il percorso con rigore e passione, tra riferimenti letterari, artistici e curiosità gastronomiche, cogliendo il profondo legame tra natura e benessere. Un libro che invita a riscoprire il piacere delle erbe e dei sapori autentici, unendo storia, scienza e arte culinaria in un affresco affascinante e inaspettato. Perché l’insalata non è solo un contorno: è un’idea, un modo di vedere il mondo e di nutrire il corpo e l’anima.</p>
<p>JUNE DI SCHINO, studiosa della storia e della cultura dell’alimentazione italiana, ha realizzato 26 mostre in Italia e all’estero, tra le quali The Italian Pavilion, dedicata ai dolci delle festività regionali, per l’evento internazionale a New York Celebrating Confectionery (1999), e Magnificenze a Tavola: le arti del banchetto rinascimentale, con Marina Cogotti, a Villa d’Este a Tivoli (2012). Docente presso le Università di Bologna e di Roma Tre, è autrice di numerosi studi scientifici anche in inglese. Specializzata nella ricerca di manoscritti inediti, ha portato alla luce quattro documenti antichi del Cinquecento. Tra le pubblicazioni: Tre banchetti in onore di Cristina di Svezia, 1668 (2000), vincitrice del Sophie Coe Award (2001) dell’Università di Oxford e ripubblicata nel 2002 in un’edizione di lusso onorata dal re Gustavo di Svezia; con Furio Luccichenti, Il viaggio di Innocenzo XII da Roma a Nettuno 1697 (2004); I Fasti del Banchetto Barocco (2005), premiata a Pechino come “The best culinary history book”; con Furio Luccichenti, Bartolomeo Scappi: il cuoco segreto dei papi e la confraternita dei cuochi e dei pasticceri (2008), vincitrice fra l’altro del Premio Bancarella e del premio Orio Vergani; The Signficance and Symbolism of Sugar Sculpture at Italian Court Banquets, con cui è stata nominata “Winner of the Oxford International Food Symposium”; Arte Dolciaria Barocca. I segreti del credenziere di Alessandro VII (2016), con cui ha vinto il premio speciale Bancarella. Ha collaborato anche ai volumi della Oxford University Press Italian Food (2013) e Sweets (2015). Nel 2013 ha ricevuto il premio “Le Muse” per la letteratura a Firenze.</p>
<p>STEFANO MANCUSO è neuroscienziato e saggista di fama internazionale, docente di arboricoltura generale e etologia vegetale presso l’Università di Firenze. Membro dell’Accademia dei Georgofili, è tra i fondatori della Société Internationale pour le Signalement et le Développement des Plantes. Dirige il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale, con sedi in Italia, Germania, Francia e Giappone. Scienziato di spicco, vanta collaborazioni in numerose società scientifiche internazionali e ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti nel corso della sua carriera. Il New Yorker lo ha annoverato tra i ricercatori destinati a rivoluzionare la nostra comprensione del mondo. Tra la sua considerevole produzione saggistica si ricordano: La nazione delle piante, La tribù degli alberi, Fitopolis &#8211; la città vivente e La versione degli alberi, opere che hanno contribuito a diffondere una nuova consapevolezza sul regno vegetale.</p>
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		<title>La lunga attesa</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/la-lunga-attesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 15:04:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le preparazioni gastronomiche, prima di arrivare a noi, compiono un lungo viaggio nel tempo e nello spazio, come un viaggiatore che prima o poi incontriamo, che ci prende per mano e ci guida lungo un percorso di sapori, odori, forme, consistenze e colori. Viaggiare non è sempre per raggiungere una nuova meta, talvolta facciamo un ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le preparazioni gastronomiche, prima di arrivare a noi, compiono un lungo viaggio nel tempo e nello spazio, come un viaggiatore che prima o poi incontriamo, che ci prende per mano e ci guida lungo un percorso di sapori, odori, forme, consistenze e colori. Viaggiare non è sempre per raggiungere una nuova meta, talvolta facciamo un viaggio di ritorno verso un inizio e, con la ricerca del giusto equilibrio dei sapori, la scelta attenta di ogni singolo ingrediente e della forma finale, riordiniamo anche i pezzi di vita che ci sembrano essersi scomposti con lo scorrere del tempo. Un piatto può generare un’emozione, ma seguire un’emozione per creare un piatto, vuol dire incamminarsi in un sentiero in cui c’è pace.</p>
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		<title>I dolci di Rosetta</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/i-dolci-di-rosetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Sep 2024 15:00:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I Dolci di Rosetta. Dolci di una volta semplici da fare. Farina, Impasti e Profumi della tradizione: I Dolci di Rosetta. Gusto e allegria della “regina dei dolci” dei social.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con prefazione di Renato Ardovino</p>
<p>Farina, impasti e profumi della tradizione: gusto e allegria della “regina dei dolci” dei social! Una ciambella, un muffin o una crostata? Non si tratta solo di dolci, ma di storia e tradizioni le cui radici affondano nei segreti della cucina italiana. Semplicità e tradizione in cucina sono un binomio formidabile. Rosetta lo dimostra ogni giorno, quando la sua cucina sbarca sui social per raccogliere l’attenzione dei suoi quasi 450.000 follower.</p>
<p>Rosetta Bovienzo è originaria di Sapri. Vive a Roma da due anni e si divide tra il suo paese che ama tanto e la capitale. Sposata, mamma di due figlie, sin da piccola adora la pasticceria. Nata su facebook con la sua pagina I dolci di Rosetta, è presente su instagram con consigli, segreti e accorgimenti per preparare dolci ottimi e bellissimi. È molto attiva e seguita sui social dai follower, con cui interagisce anche in live su tik tok.</p>
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		<title>Il vino</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/il-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Sep 2024 08:01:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La strana coppia ci riprova. Lei, divenuta suo malgrado inspiegabilmente astemia, dopo una occasionale unica sbornia con la grappa. Lui, magnogreco puro vino. Si sono conosciuti nella casa editrice Gangemi e hanno fatto amicizia con il rito abbreviato. Dopo il successo editoriale di V.I.P. Very Important Peperoncino, e quello in crescendo del più recente In ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La strana coppia ci riprova. Lei, divenuta suo malgrado inspiegabilmente astemia, dopo una occasionale unica sbornia con la grappa. Lui, magnogreco puro vino. Si sono conosciuti nella casa editrice Gangemi e hanno fatto amicizia con il rito abbreviato. Dopo il successo editoriale di V.I.P. Very Important Peperoncino, e quello in crescendo del più recente In principio fu lo stoccafisso, si sono buttati sul vino. L’idea è stata del magnogreco, che aveva un conto in sospeso. Ma la sciagurata compagna d’avventure letterarie, che proprio in quei giorni leggeva Mia suocera beve, ha risposto sì. C’era bisogno di questo libro? Gli autori hanno dato tre risposte, a seconda dello stato d’animo. No (man mano che procedevano tra montagne di libri sull’argomento). Forse no (intimiditi dagli ‘autorevoli’ nomi degli autori). Non so (cominciando ad abbozzare la ‘creatura’).<br />
Perché no? Lasciamolo decidere a loro (i lettori, se ce ne sono). È un libro onesto, leggero e brioso come il vino, da centellinare pagina dopo pagina. Frutto di una accurata vendemmia del meglio che è stato scritto dagli altri. Con qualche nota originale. Of course… Una cosa è certa. Che è iniziato un fenomeno inquietante, che ha già costretto la vite a fare la valigia e prepararsi a emigrare verso altre terre e l’umanità a governare il cambiamento. Che ci sarà una nuova “via del vino”. Che ci sarà una nuova storia da raccontare. In una nuova edizione aggiornata…</p>
<p>Erminia Gerini Tricarico, laurea in giurisprudenza e master in diritto penale e criminologia. Ha svolto l’attività lavorativa alla Camera dei deputati. Scrittrice di racconti, ha pubblicato insieme a Massimo Lopez e Francesco Maria Spanò il volume VIP Very Important Peperoncino &#8211; Crea dipendenza che fa bene alla salute, Gangemi 2021 e, con Francesco Maria Spanò, In principio fu lo Stoccafisso, Gangemi 2023. Ha partecipato con un suo testo all’antologia Mia madre era &#8211; Donne e famiglie del Novecento. Roma, 2018, Gattomerlino Edizioni.</p>
<p>Francesco Maria Spanò è giureconsulto e saggista. È autore dei volumi Gerace città Magno-Greca delle cento chiese, Gangemi 2019, VIP Very Important Peperoncino &#8211; Crea dipendenza che fa bene alla salute, Gangemi 2021, In principio fu lo Stoccafisso, Gangemi 2023, Il tartufo Nero di Calabria &#8211; L’inizio di un nuovo racconto, Gangemi 2024. È promotore dell’iscrizione alla Tentative list UNESCO “Le testimonianze della cultura Italo-Greca tra l’Alto e il Basso Medioevo”.</p>
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		<title>Il tartufo nero di Calabria</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/il-tartufo-nero-di-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jan 2024 09:07:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con mia meraviglia ho scoperto che esiste anche un tartufo in Calabria, terra ancora per molti sconosciuta nelle sue bellezze, soprattutto naturalistiche, ma che ci sorprende sempre per la bontà dei suoi prodotti, che la natura ha voluto donare a questa punta d’Italia. Non a caso la penisola calabra è bagnata da tre mari: dallo ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con mia meraviglia ho scoperto che esiste anche un tartufo in Calabria, terra ancora per molti sconosciuta nelle sue bellezze, soprattutto naturalistiche, ma che ci sorprende sempre per la bontà dei suoi prodotti, che la natura ha voluto donare a questa punta d’Italia. Non a caso la penisola calabra è bagnata da tre mari: dallo Ionio, dallo stretto di Messina e dal Tirreno. Posta al centro del Mediterraneo, la fa unica per qualità di clima e di patrimonio naturalistico. Ricordo i recenti riconoscimenti ottenuti in Calabria: la lista delle riserve MAB &#8211; Uomo e Biosfera della Sila e l’elenco dei Geoparchi UNESCO, e in particolare ci sono il Polinello e la Valle infernale in Aspromonte, Patrimonio Mondiale delle faggete vetuste. Per il vero amatore di tartufi, alla prestigiosa lista di quelli noti non può mancare il tartufo nero pregiato di Calabria, per l’originalità dei profumi e del sapore, che lo rende sicuramente il più importante Tuber del Sud Italia e pertanto completa e arricchisce i prodotti del Made in Italy nel suo vasto patrimonio enogastronomico. Il libro sorprende per la quantità e la vastità di notizie, che vanno dall’aspetto chimico e nutraceutico del tartufo, fino agli itinerari delle montagne e delle foreste di tutta la catena appenninica calabra, notizie arricchite da racconti veri, da iconografia straordinariamente qui raccolta e da una Storia non a tutti nota. Il tributo corale dei vari Autori rende veramente unico questo volume.</p>
<p>Leonardo Donato<br />
Editore di Food &amp; Wine Italia</p>
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		<title>Gusto &#038; Salute</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/gusto-e-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Sep 2023 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo libro parla di medicina e salute ma non è un trattato scientifico. Ci sono ricette facili e gustose ma non è un ricettario di cucina. È la fusione di conoscenze scientifiche sul cibo come prevenzione di salute e la rivisitazione di ricette tradizionali per non rinunciare al gusto e mangiare sano. L’incontro tra il ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo libro parla di medicina e salute ma non è un trattato scientifico. Ci sono ricette facili e gustose ma non è un ricettario di cucina. È la fusione di conoscenze scientifiche sul cibo come prevenzione di salute e la rivisitazione di ricette tradizionali per non rinunciare al gusto e mangiare sano. L’incontro tra il medico e lo chef genera la magia del gusto e salute.</p>
<p>Rachele Mauro (Roma, 25 aprile 1963) si è laureata in medicina e chirurgia cum laude all’Università Cattolica del Sacro Cuore, policlinico Gemelli di Roma. Si è specializzata nel medesimo ateneo in malattie del fegato e del ricambio. Attualmente lavora presso l’ASL RM1 e svolge attività libero professionista in Roma. È esperta in fitoterapia clinica, medicina integrata, scienze dell’alimentazione, malattie gastro intestinali. Da molti anni partecipa, in qualità di relatore ed esperto, a molti corsi di aggiornamento per professionisti della salute e congressi scientifici. È professore a contratto presso l’Università Europea di Roma.</p>
<p>Marina Bruno è nata il 3 ottobre 1960 a Roma, dove svolge l’attività di personal chef. Ha frequentato la scuola della città del gusto “Gambero Rosso”. Cura il canale youtube e il blog “incucinaconmarina.it”, dedicato al cibo e al mangiar bene.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>In principio fu lo Stoccafisso</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/in-principio-fu-lo-stoccafisso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2023 14:09:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quasi sempre con la quarta di copertina l’editore si gioca il presente e il futuro del libro e ogni parola andrebbe pensata e pesata. Ma gli autori – come scoprirà chi, abboccando all’amo, avrà la ventura di leggerne le pagine – amano correre il rischio di uscire dagli schemi tradizionali e lasciarsi andare. Non fino ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi sempre con la quarta di copertina l’editore si gioca il presente e il futuro del libro e ogni parola andrebbe pensata e pesata. Ma gli autori – come scoprirà chi, abboccando all’amo, avrà la ventura di leggerne le pagine – amano correre il rischio di uscire dagli schemi tradizionali e lasciarsi andare. Non fino al punto però di scrivere che questa è la “storia del Pesce che ha cambiato il mondo”. Purtroppo lo ha fatto prima Mark Kurlanski, autore di una delle più complete monografie sull’argomento. Il coup de foudre è scoccato a entrambi leggendo lo slogan “il Pesce che unì l’Europa” coniato da Otello Fabris, storico della gastronomia del Medioevo e del Rinascimento. Europeisti della prima ora, gli autori medesimi hanno scoperto che quello che li ha spinti a scrivere sul merluzzo – con una malcelata preferenza per lo “stoccafisso” – è proprio quel filo sottile che, attraverso “l’apparentamento di una moltitudine di ricette che si sono sviluppate lungo le vie commerciali dello stoccafisso” contribuisce come e forse più dei trattati, a costruire un comune sentire, necessario per superare i particolarismi e costruire insieme la Grande casa d’Europa. Tra i tanti fili non poteva mancare quello artistico e gli autori hanno voluto rendere omaggio ai Paesi che sono stati la ‘culla’ di questo breve trattato serio e irriverente – ma che cela una storia più vasta di antichi commerci, di sconosciute vicende politiche, di curiose culture popolari e appassionanti esplorazioni navali – offrendo al lettore un apparato iconico-illustrativo, frutto di minuziose ricerche di quadri poco noti dell’epoca d’oro della pittura fiamminga, che potrebbero aumentare di numero alla prossima… edizione.</p>
<p>Erminia Gerini Tricarico, laurea in giurisprudenza e master in diritto penale e criminologia. Ha svolto l’attività lavorativa alla Camera dei deputati. Scrittrice di racconti, ha pubblicato insieme a Massimo Lopez e Francesco Maria Spanò il volume VIP Very Important Peperoncino – Crea dipendenza e fa bene alla salute, Gangemi Editore, 2021. Ha partecipato con un suo testo all’antologia Mia madre era &#8211; Donne e famiglie del Novecento. Roma, 2018, Gattomerlino Edizioni.</p>
<p>Francesco Maria Spanò, Direttore People &amp; Culture presso l’Università Luiss Guido Carli, Ambasciatore dell’Accademia Italiana del Peperoncino e dell’Accademia dello Stoccafisso di Calabria. Autore dei volumi Gerace Città Magno-Greca delle Cento Chiese, Gangemi Editore, 2019 e VIP Very Important Peperoncino – Crea dipendenza e fa bene alla salute. Svolge numerose testimonianze, nel dibattito nazionale, sulle tematiche di storia della gastronomia e della cucina calabrese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://test.gangemi.com/prodotto/in-principio-fu-lo-stoccafisso/">In principio fu lo Stoccafisso</a> proviene da <a href="https://test.gangemi.com">Gangemi Test</a>.</p>
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		<item>
		<title>VIP Very Important Peperoncino</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/vip-very-important-peperoncino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 14:09:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Attenzione: questo non è un libro ma il libro sul peperoncino che, pur ispirandosi anche ad altre pregevoli pubblicazioni sull’argomento, ha voluto fare un passo avanti e ritiene di esserci riuscito. È l’allegro vociare, in una immaginaria Agorà, di autori che lo raccontano e si raccontano con la speranza di incontrarsi fuori di queste pagine ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://test.gangemi.com/prodotto/vip-very-important-peperoncino/">VIP Very Important Peperoncino</a> proviene da <a href="https://test.gangemi.com">Gangemi Test</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Attenzione: questo non è un libro ma il libro sul peperoncino che, pur ispirandosi anche ad altre pregevoli pubblicazioni sull’argomento, ha voluto fare un passo avanti e ritiene di esserci riuscito. È l’allegro vociare, in una immaginaria Agorà, di autori che lo raccontano e si raccontano con la speranza di incontrarsi fuori di queste pagine e di conoscersi tra loro. La Covid -19, un inaspettato elemento di novità, ha fatto da aiuto regista nella compilazione del libro. A causa sua il ricordo diventa nostalgia e il passato recente ha il sapore di una ricerca del tempo perduto e fame di futuro senza confini: la libertà ha la sua piccantezza. Ma un piccolo seme di peperoncino fiorisce anche nel cuore più spaventato e come un pifferaio magico ha chiamato a scrivere, a sognare, a guardare oltre le pareti di cristallo. Ha regalato emozioni e fantasia, perché Lui è mito e rito, sentimento, eros, nostalgia, storia e filosofia, prosa e poesia, che gli autori hanno riversato in queste pagine, con un valore aggiunto: anzi due. E lo hanno generosamente offerto June di Schino, storica dell’alimentazione, con uno studio accurato, privo però della gravitas a favore di una narrazione-reportage di piacevolissima lettura; e Lucia Antico, che si è improvvisata detective in quel dei Paesi Bassi, e offre su un piatto d’argento i risultati della sua ricerca. Tra queste pagine di ‘tranquilla’ lettura irrompe Franco Ferrarotti con un blitz al calor bianco, scritto con caustica saggezza. Ma il peperoncino è soprattutto una promessa – più volte mantenuta – di benessere e salute. Ed è per questo che navigando tra le lusinghe dei vari capitoli, non ha mai perso di vista la rotta prefissata per trovare una risposta alla domanda: chi è veramente il peperoncino per l’Umanità? La dà Massimo Lopez, che dedica a questa opera ‘minore’ la stessa attenzione e l’assoluto rigore scientifico dei suoi studi di più ampio respiro. In questo coro a più voci non può concedersi il linguaggio disinvolto, lo stile fantasioso, l’emotività e l’affabulazione accattivante degli altri autori, perché la Scienza necessita di precise parole e formule per disvelare l’oggetto della sua ricerca. Ma il gioco vale la candela. Il peperoncino, esaminato nella sua intima essenza, studiato, sperimentato per anni in laboratorio e sull’uomo, esce dalla cucina e forse dalla camera da letto, per offrire rimedi alla sofferenza, ad alcune malattie e speranza nella cura del cancro. E c’è ancora molto da scoprire su questo Lui che – c’è da scommetterlo – avrebbe potuto indurre il poeta Leopardi a esclamare, almeno per una volta: O benigna natura!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Arte dolciaria barocca</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/arte-dolciaria-barocca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 14:07:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana ROMA STORIA, CULTURA, IMMAGINE diretta da Marcello Fagiolo n.29 Questo è un libro singolare sull’arte dolciaria alla corte di papa Alessandro VII (1655-1667). Vi si invita a un affascinante viaggio storico-culturale intorno al credenziere Girolamo Mei e al suo manoscritto inedito, che contiene ben 220 ricette. Massimo Montanari nella sua presentazione ne parla come ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana ROMA STORIA, CULTURA, IMMAGINE diretta da Marcello Fagiolo n.29</p>
<p>Questo è un libro singolare sull’arte dolciaria alla corte di papa Alessandro VII (1655-1667). Vi si invita a un affascinante viaggio storico-culturale intorno al credenziere Girolamo Mei e al suo manoscritto inedito, che contiene ben 220 ricette. Massimo Montanari nella sua presentazione ne parla come “frutto di una cultura europea che non conosce confini”, ma allo stesso tempo lo descrive come un documento prezioso che anticipa una germogliante realtà culturale di identità tutta italiana. Inoltre proprio nell’utilizzo dello zucchero, alimento principe del Seicento, individua “uno spazio magico” attraverso “insospettabili convergenze tra la cultura popolare e la cultura di corte”.<br />
Ma il credenziere, chi era costui? Per la prima volta si racconta il suo ruolo strategico nel banchetto barocco, quale più precoce esempio di multitasking. Emerge così la figura di Girolamo Mei, che, per esprimere la magnificenza di papi e principi, allestiva con argenterie pregiate e cristallerie legate in oro credenze montate a mille piani, tali da suscitare ammirazione anche in Carlo Fontana, che ne lascia testimonianza nel suo Sontuoso Convito. Il manoscritto rivela i primi segreti per creare trionfi di gelo, di marzapane, addirittura di insalata e persino di ghiaccio e di zucchero. Questi meravigliosi capolavori effimeri erano talvolta disegnati da grandi artisti come Gian Lorenzo Bernini e Pietro da Cortona. Si propone una prima classificazione delle straordinarie sculture in zucchero per valorizzare questo aspetto di storia poco noto. Dalle pagine di questo volume emana il profumo irresistibile delle dolci squisitezze preparate dal nostro credenziere: “sciroppo di viole, ciambellette di pistacchi, conserva di fiori di lavanda, biscottini speziati”. Forse il vero valore di questo ricettario, finalmente sottratto alla dimenticanza, si trova tra le righe, dove si cela un linguaggio eloquente che parla di storia, economia, costumi, cultura materiale e persino di aspirazioni. Sembrano in apparenza soltanto ricette, mere indicazioni per preparare dolci prelibatezze, ma in realtà si tratta di pregevoli reperti, che non parlano solo di cucina, ma sono invece piccoli gioielli di conoscenza.</p>
<p>JUNE DI SCHINO, studiosa della storia e della cultura dell’alimentazione italiana, ha realizzato 26 mostre in Italia e all’estero, tra le quali The Italian Pavilion, dedicato ai dolci delle festività regionali, per l’evento internazionale a New York Celebrating  Confectionery (1999), e Magnificenze a Tavola: le arti del banchetto rinascimentale, con Marina Cogotti, a Villa d’Este a Tivoli (2012). Docente presso le Università di Bologna e di Roma Tre, è autrice di numerosi studi scientifici anche in inglese. Specializzata nella ricerca di manoscritti inediti, tra le pubblicazioni: Tre banchetti in onore di Cristina di Svezia, 1668 (2000) e nel 2002, premiato dal re Gustavo di Svezia, e vincitore del Sophie Coe  Award dell’Università di Oxford; Il viaggio di Innocenzo XII da Roma a Nettuno 1697 con Furio Luccichenti (2004); I Fasti del Banchetto Barocco (2005), premiato a Pechino come “The best culinary history book”. Basata su vaste ricerche d’archivio è la monografia  Bartolomeo Scappi: il cuoco segreto dei papi e la confraternita dei cuochi e dei pasticceri con Furio Luccichenti, (2008) vincitore fra l’altro del Premio Bancarella e del premio Orio Vergani. Nel 2013 ha ricevuto il premio “Le Muse” per la letteratura a Firenze, e ha pubblicato The Signficance and Symbolism of Sugar Sculpture at Italian Court Banquets, Oxford International Food Symposium, Prospect books. Ha collaborato anche ai volumi della Oxford University Press Italian Food (2013) e Sweets (2015).</p>
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		<title>Alimentazione, la sfida del nuovo millennio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2015 14:06:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il cibo, la terra, l’acqua, l’ambiente in cui viviamo, la crescita demografica, rappresentano sfide ineludibili alle quali le istituzioni multilaterali e i governi sono tenuti a dare una risposta. Fame, povertà, sprechi alimentari, accaparramento delle terre, cambiamenti climatici, scarsità idrica sono infatti le conseguenze di una gestione irresponsabile delle risorse, di una mancanza di visione ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il cibo, la terra, l’acqua, l’ambiente in cui viviamo, la crescita demografica, rappresentano sfide ineludibili alle quali le istituzioni multilaterali e i governi sono tenuti a dare una risposta. Fame, povertà, sprechi alimentari, accaparramento delle terre, cambiamenti climatici, scarsità idrica sono infatti le conseguenze di una gestione irresponsabile delle risorse, di una mancanza di visione globale dei problemi e delle loro possibili soluzioni. Con Alessia Montani, giurista, Vice-presidente di Fabula in Art, ideatrice della collana Jus sul “diritto ai nuovi diritti”, abbiamo voluto dedicare il primo volume all’alimentazione, che riteniamo sia la sfida più significativa del nuovo millennio. Per affrontare la tematica, senza la pretesa di risolverne la complessità ma alla ricerca di possibili soluzioni, abbiamo interpellato rappresentanti delle grandi Istituzioni del settore come la FAO, il PAM e l’OMS, esponenti del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e di Slow Food International, Professori di diverse Università, esperti nel settore agricolo, economico e sanitario, il grande genetista indiano S.M. Swaminathan, la Fondazione Marino Golinelli e Gustolab International Institute for Food Studies, diretto a Roma da Sonia Massari. Non potevamo infine non arricchire il libro con le opere di artisti contemporanei, selezionate da Giorgia Simoncelli, che hanno dedicato al cibo la loro creatività. Arte e nuove sfide dunque, per comunicare con lo straordinario linguaggio dei segni, ciò che si profila all’orizzonte di un futuro che appare incerto, ma che c’è.</p>
<p>ALBERTO MICHELINI, Presidente di Fabula in Art, giornalista, scrittore, conduttore e inviato del TG1 dal 1968 al 1984, parlamentare europeo e nazionale dal 1984 al 2006. Rappresentante personale del Presidente del Consiglio per il G8 Africa nel Governo 2001-2006. Presidente per l’Europa del Business Council for International Understanding (BCIU).</p>
<p>GIORGIA SIMONCELLI, curatore e giornalista, direttore artistico della Galleria Via Metastasio 15 di Roma dal 2009 al 2011, dal 2009 entra a far parte dell’Associazione Fabula in Art di cui è attualmente direttore artistico.</p>
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