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	<title>Architettura, Urbanistica, Ambiente | Gangemi Test</title>
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	<title>Architettura, Urbanistica, Ambiente | Gangemi Test</title>
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		<title>Italia Nostra 521b</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2026 11:00:04 +0000</pubDate>
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		<item>
		<title>Yearbook 10 – Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/yearbook-10/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 16:37:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Perseguire il miglioramento della nostra vita investendo in un’azione collettiva è il senso etico del verbo convivere. In questo senso, condividere e diffondere approcci corretti è fondamentale, e lo Yearbook rappresenta un contributo concreto. Racconta il coraggio e la capacità degli architetti italiani che hanno partecipato al Premio, offrendo il loro indispensabile contributo. Yearbook è ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Perseguire il miglioramento della nostra vita investendo in un’azione collettiva è il senso etico del verbo convivere.<br />
In questo senso, condividere e diffondere approcci corretti è fondamentale, e lo Yearbook rappresenta un contributo concreto.<br />
Racconta il coraggio e la capacità degli architetti italiani che hanno partecipato al Premio, offrendo il loro indispensabile contributo.<br />
Yearbook è giunto alla decima edizione: non è un evento circostanziale, ma il risultato della volontà e della perseveranza per consegnare una testimonianza al tempo.</p>
<p>Striving to improve our lives through collective action is the ethical meaning of the verb to live together.<br />
In this sense, sharing and disseminating correct approaches is fundamental, and the Yearbook represents a concrete contribution.<br />
It tells the story of the courage and ability of Italian architects who have participated in the Award, offering their indispensable contribution.<br />
The Yearbook has reached its tenth edition: it is not a circumstantial event, but the result of the will and perseverance to leave a legacy to posterity.</p>
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		<title>Nella stanza vuota</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/nella-stanza-vuota/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 16:00:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume, frutto di una ricerca condotta nell’ambito del progetto di eccellenza del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Urbino, è dedicato alla biblioteca di Federico da Montefeltro, una delle più grandi e importanti raccolte librarie dell’Europa al tramonto del Medioevo: centinaia e centinaia di manoscritti, per lo più splendidamente miniati, di vario contenuto, in ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume, frutto di una ricerca condotta nell’ambito del progetto di eccellenza del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Urbino, è dedicato alla biblioteca di Federico da Montefeltro, una delle più grandi e importanti raccolte librarie dell’Europa al tramonto del Medioevo: centinaia e centinaia di manoscritti, per lo più splendidamente miniati, di vario contenuto, in latino, greco, volgare, ebraico, arabo, che vennero acquistati da papa Alessandro VII Chigi nel 1657 e trasferiti alla Biblioteca Vaticana, dove sono ancora conservati, accessibili solo a studiosi specializzati.<br />
Nella sede originaria, il Palazzo Ducale della città feltresca, resta solo una stanza<br />
vuota.<br />
La domanda a cui il libro cerca di rispondere è: si può ricostruire l’intero contesto e visualizzare virtualmente, via browser e in situ, quella biblioteca, com’era, dov’era, anche nei suoi valori artistici, col suo design e le sue decorazioni, gli scaffali e i codici disposti nello stesso ordine che avevano prima che fossero da lì portati via, scegliere un libro e leggerlo?</p>
<p>GRAZIA MARIA FACHECHI è professoressa associata di Storia dell’arte medievale all’Università di Urbino. Si è occupata di architettura e scultura, con particolare attenzione al tema della policromia, di iconografia e del rapporto testo/immagine.<br />
Tra le sue pubblicazioni, si possono ricordare: il catalogo della più importante collezione di<br />
sculture lignee in Italia (Museo Nazionale del Palazzo di Venezia: sculture in legno), frutto di una ricerca finanziata dalla Getty Foundation di Los Angeles, il volume scritto con Manuel Castiñeiras, dal titolo Il Tempo sulla Pietra, e la recente monografia sulla chiesa di S. Caterina da Siena in via Giulia a Roma.</p>
<p>Chiaroscuro. Ricerche di storia e storia dell’arte<br />
1. Gli affreschi delle Palazze. Una storia tra Umbria e America / The Palazze Frescoes.<br />
A Tale between Umbria and America<br />
2. Medievalismi italiani (secoli XIX-XXI)<br />
3. Il tempo sulla pietra. La raffigurazione dei mesi nella scultura medievale<br />
4. Lost and Found. Ricostruire ciò che è andato distrutto, recuperare ciò che è andato disperso<br />
5. Nella stanza vuota: fonti testuali e visive per la ricostruzione virtuale della perduta biblioteca di Urbino</p>
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		<item>
		<title>Il giardino di Palazzo Farnese a Caprarola</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/dalla-rocca-alla-villa-il-giardino-di-palazzo-farnese-a-caprarola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 16:38:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dai Giardini gemelli incardinati al cristallino disegno del pentagono del Vignola fino al Barchetto immerso nel parco, voluto dal cardinale Alessandro Farnese e completato dal nipote Odoardo, si ricostruisce il processo di creazione dei giardini che trasformarono l’originaria rocca in una villa. Con la storia e il contesto, il volume rende anche conto degli esiti ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dai Giardini gemelli incardinati al cristallino disegno del pentagono del Vignola fino al Barchetto immerso nel parco, voluto dal cardinale Alessandro Farnese e completato dal nipote Odoardo, si ricostruisce il processo di creazione dei giardini che trasformarono l’originaria rocca in una villa. Con la storia e il contesto, il volume rende anche conto degli esiti dei restauri condotti nell’ambito del progetto PNRR e, per la prima volta, degli aspetti naturalistici e della biodiversità.</p>
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		<item>
		<title>Romanum Collegium speculum caeli</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/romanum-collegium-speculum-caeli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 15:30:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il complesso del Collegio Romano costituisce uno dei più grandi isolati edificati da ordini o congregazioni religiose a partire dal XVI secolo nella città di Roma. L’isolato dei Gesuiti denominato “Collegio Romano”, denuncia da subito la rilevanza degli Studia e quindi del dato formativo come attività prevalente. Gli studi storici e sul campo aventi per ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il complesso del Collegio Romano costituisce uno dei più grandi isolati edificati da ordini o congregazioni religiose a partire dal XVI secolo nella città di Roma. L’isolato dei Gesuiti denominato “Collegio Romano”, denuncia da subito la rilevanza degli Studia e quindi del dato formativo come attività prevalente. Gli studi storici e sul campo aventi per oggetto la fabbrica del Collegio Romano rivelano di continuo interessanti scoperte che in qualche modo ridefiniscono la cronaca delle vicende e le stesse modalità di approccio al monumento.<br />
Le recenti esperienze confermano questo asserto. È bastato variare il punto di vista dell’analisi dei luoghi e dei fenomeni, ovvero dal “cielo verso la terra”, seguendo una considerazione espressa dallo stesso S. Ignazio di Loyola, per formulare originali ipotesi di ricerca che hanno in parte arricchito di nuovi spunti le conoscenze relative alla storia costruttiva e alle destinazioni di uso degli spazi.<br />
Il grande complesso del Collegio Romano necessita di una continua manutenzione per soddisfare le esigenze, derivanti dalle complicazioni statiche, della conservazione e dell’adattamento. Cantieri inseriti nel contesto dei lavori programmati a partire dal 2020 riguardano: l’Osservatorio di padre Angelo Secchi, la Galleria Tacchini, le Stanze di San Luigi, le Aule del Liceo E. Q. Visconti, il Camminamento Nord-Est, la Scala lignea elicoidale nella proiezione della Torre con l’orologio cinquecentesco e sabaudo, mentre sono di prossima partenza: il ballatoio Secchi, e il retro timpano della facciata della chiesa di S. Ignazio, i prospetti della Torre Calandrelli, il Giardino-orto dei semplici e la Sala dell’ex refettorio ora Sala Spadolini.</p>
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		<item>
		<title>Il giardino italiano del Novecento</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/il-giardino-italiano-del-novecento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 14:04:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume raccoglie gli atti del convegno svoltosi il 24 e 25 settembre 2024 presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. L’iniziativa, nata dalla collaborazione fra la Direzione generale Creatività contemporanea (DGCC) e l’Associazione Parchi e Giardini d’Italia (APGI), si proponeva di indagare lo stato degli studi sul giardino italiano a partire dagli anni Venti ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume raccoglie gli atti del convegno svoltosi il 24 e 25 settembre 2024 presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. L’iniziativa, nata dalla collaborazione fra la Direzione generale Creatività contemporanea (DGCC) e l’Associazione Parchi e Giardini d’Italia (APGI), si proponeva di indagare lo stato degli studi sul giardino italiano a partire dagli anni Venti del secolo scorso, proponendone una lettura trasversale in chiave storica e autoriale.</p>
<p>I saggi contenuti nel volume, pubblicati sia in italiano sia in inglese, riflettono la struttura delle giornate di studio, articolate in tre sessioni: Storia, Modernità e Identità. La prima parte esamina la riscoperta del giardino nella prima metà del XX secolo tra restauro e revival, evidenziando il ruolo delle riviste, delle grandi mostre di Torino e Firenze e la significativa presenza femminile tra committenza e progettazione. La sessione sulla modernità si focalizza sul secondo dopoguerra, prendendo spunto dalla partecipazione italiana alla mostra londinese The Landscape of Work and Leisure (1948) per indagare figure centrali come Elena Luzzatto, Maria Teresa Parpagliolo e Pietro Porcinai. Infine, la sezione dedicata all’identità approfondisce giardini simbolici e “autobiografici” legati alla personalità del committente o al Genius loci, dove il rapporto tra natura e architettura assume un valore evocativo e percettivo.</p>
<p>A completamento dei contributi scientifici, il volume presenta una sezione fotografica dedicata a quindici giardini del Novecento, selezionati per il loro valore storico e progettuale.  L’indagine, affidata a cinque fotografi chiamati a documentare tre siti ciascuno, vuole restituire attraverso un punto di vista autoriale, l’identità dei luoghi e il dialogo tra elementi vegetali e architettura.</p>
<p>L’integrazione tra i contributi scientifici e questo moderno apparato iconografico permette di delineare una visione aggiornata del giardino novecentesco come luogo di memoria e di progetto.</p>
<p>Interventi di</p>
<p>Angelo Piero Cappello<br />
Onofrio Cutaia<br />
Ludovico Ortona<br />
Maria Vittoria Marini Clarelli<br />
Vincenzo Cazzato<br />
Francesca R. Liserre<br />
Massimo de Vico Fallani<br />
Maria Adriana Giusti<br />
Alessandro Cremona<br />
Sandro Santolini<br />
Alberta Campitelli<br />
Cristina Imbroglini<br />
Monica Prencipe<br />
Franco Panzini<br />
Tessa Matteini<br />
Alfonso Ippolito<br />
Alessandra Vinciguerra<br />
Andrea Bruciati<br />
Roberto Serino, Pasquale Palmieri<br />
Guglielmo Bilancioni<br />
Elena Pelosi<br />
Giuseppe La Mastra<br />
Caterina Tantillo </p>
<p>Fotografie di</p>
<p>Roberto Boccaccino<br />
Matteo Carassale<br />
Antonio Di Cecco<br />
Dario Fusaro<br />
Gabriele Rossi</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Stati Generali del Patrimonio Culturale 2026</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/stati-generali-del-patrimonio-industriale-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 15:08:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente I Terzi Stati Generali del Patrimonio Industriale proseguono il percorso avviato a partire dal 2018 e sono volti a rappresentare in modo organico le realtà patrimoniali – tecniche, economiche, culturali e sociali – legate alla produzione e al lavoro sull’intero territorio nazionale. Nel promuovere l’iniziativa quadriennale, una sorta ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente</h4>
<p>I Terzi Stati Generali del Patrimonio Industriale proseguono il percorso avviato a partire dal 2018 e sono volti a rappresentare in modo organico le realtà patrimoniali – tecniche, economiche, culturali e sociali – legate alla produzione e al lavoro sull’intero territorio nazionale. Nel promuovere l’iniziativa quadriennale, una sorta di “Olimpiade dell’archeologia industriale”, AIPAI intende permettere di tracciare un bilancio degli studi e delle esperienze maturati e di delineare strategie e visioni per il futuro, favorendo il confronto tra studiosi, operatori, istituzioni e comunità locali. Il patrimonio industriale comprende le testimonianze materiali e immateriali della civiltà del lavoro e risponde a istanze conoscitive e tensioni progettuali che coinvolgono non solo la ricerca accademica, ma anche le comunità e il mondo produttivo, in relazione alle sfide culturali, socio-economiche e ambientali contemporanee. Il suo riconoscimento è il risultato di processi complessi, rilevanti per l’evoluzione delle città e dei paesaggi industriali e post-industriali. In tale prospettiva, il confronto periodico consente di approfondire significati e valori dell’eredità industriale secondo gli approcci consolidati dell’archeologia industriale. Il congresso è articolato in dieci aree tematiche e ha previsto la presentazione di contributi singoli, sessioni specifiche e attività di formazione dottorale, oltre a visite e performance. Un dovuto ringraziamento al Politenico di Bari, all’Università della Basilicata e al CNR ISPC di Lecce, insieme ai partner e agli sponsor, per aver ospitato e supportato l’organizzazione dell’iniziativa. Tanto più importante la localizzazione nei prestigiosi centri di ricerca del “Levante di Italia” che permette anche la realizzazione di uno speciale panel dedicato alla costruzione di una rete patrimoniale industriale dell’area mediterranea promossa da AIPAI in collaborazione con TICCIH.</p>
<p>The Third Estates General of Industrial Heritage continues the process begun in 2018 and aims to provide a comprehensive representation of the heritage and social realities linked to the memories of production and labour throughout the country. In promoting this four-year initiative, a sort of “Olympics of industrial archaeology”, AIPAI intends to take stock of the experiences gained and outline strategies and visions for the future, encouraging dialogue between scholars, operators, institutions and local communities. Industrial heritage includes the tangible and intangible evidence of the recent past of working civilisation and responds to cognitive demands that involve not only academic research but also communities and the productive world, in relation to contemporary cultural, socio-economic and environmental challenges. Its recognition is the result of complex processes that are relevant to the evolution of cities and industrial and post-industrial landscapes. In this perspective, periodic discussion allows for a deeper understanding of the values of industrial heritage according to established approaches in industrial archaeology. The conference was divided into ten thematic areas and includes individual presentations, thematic sessions and doctoral training activities, as well as visits and performaces. We would like to express our gratitude to the Polytechnic University of Bari, the University of Basilicata and the CNR ISPC in Lecce, together with our partners and sponsors, for hosting and supporting the organisation of the initiative. The location in the prestigious research centres of “Eastern Italy” is all the more important, as it also allows for the creation of a special panel dedicated to the construction of an industrial heritage network in the Mediterranean area promoted by AIPAI in collaboration with TICCIH.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il volume è pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 4.0 Internazionale (CC-BY-NC-ND 4.0).</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pianificazione sostenibile e consumo di suolo</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/pianificazione-sostenibile-e-consumo-di-suolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 09:55:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente Il presente report illustra le attività svolte dall’Unità Operativa dell’Università dell’Aquila nell’ambito del progetto GeoSciencesIR, infrastruttura di ricerca nazionale finalizzata al rafforzamento della conoscenza territoriale e geologica a supporto delle politiche pubbliche. Il lavoro si inserisce nel contesto delle strategie europee e nazionali per la sostenibilità, il contenimento ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://test.gangemi.com/prodotto/pianificazione-sostenibile-e-consumo-di-suolo/">Pianificazione sostenibile e consumo di suolo</a> proviene da <a href="https://test.gangemi.com">Gangemi Test</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente</h4>
<p>Il presente report illustra le attività svolte dall’Unità Operativa dell’Università dell’Aquila nell’ambito del progetto GeoSciencesIR, infrastruttura di ricerca nazionale finalizzata al rafforzamento della conoscenza territoriale e geologica a supporto delle politiche pubbliche. Il lavoro si inserisce nel contesto delle strategie europee e nazionali per la sostenibilità, il contenimento del consumo di suolo e il miglioramento della qualità dei processi di pianificazione territoriale.<br />
Il documento descrive lo sviluppo di un sistema informativo integrato e di un toolkit operativo progettati per supportare regioni, province e comuni nell’analisi delle trasformazioni territoriali e nella valutazione delle dinamiche socio-economiche, ambientali e insediative. Attraverso la standardizzazione e l’integrazione di basi dati ufficiali, rese interoperabili secondo le direttive INSPIRE, la piattaforma consente letture multiscalari e confrontabili nel tempo, superando le criticità legate alla frammentazione normativa e amministrativa.<br />
Particolare attenzione è dedicata al tema del consumo di suolo e alle difficoltà di monitoraggio derivanti dall’eterogeneità del quadro legislativo regionale e dalla struttura insediativa dispersa che caratterizza ampie porzioni del territorio nazionale. Il report presenta la costruzione di 46 indicatori tematici e la selezione di sette indicatori chiave, concepiti come base metodologica per la definizione di un indicatore composito finalizzato all’individuazione<br />
delle aree più vulnerabili e alla valutazione della coerenza delle trasformazioni territoriali rispetto agli obiettivi di piano.<br />
Nel suo insieme, il toolkit si configura come uno strumento di supporto alle decisioni e di governance territoriale, orientato alla trasparenza, alla verificabilità dei dati e al rafforzamento della capacità amministrativa degli enti locali, contribuendo a processi di pianificazione più informati, coerenti e orientati alla sostenibilità e alla resilienza territoriale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il volume è pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 4.0 Internazionale (CC-BY-NC-ND 4.0).</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://test.gangemi.com/prodotto/pianificazione-sostenibile-e-consumo-di-suolo/">Pianificazione sostenibile e consumo di suolo</a> proviene da <a href="https://test.gangemi.com">Gangemi Test</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>CEMENTO 863</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/iic-lindustria-italiana-del-cemento-863/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 14:25:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Contenuto Rivista semestrale di architettura e ingegneria. 6 Cover2 • Alessandro Acciarino 8 Cemento Olimpico • Tullia Iori 12 Un sogno che si avvera • Alice Sponton 14 Il cemento per le Olimpiadi. Intervista a Fabio Saldini • Tullia Iori, Fabio Saldini 17 Scivolare nel bosco • Tullia Iori 22 L’ingegneria del salto • Lidia ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://test.gangemi.com/prodotto/iic-lindustria-italiana-del-cemento-863/">CEMENTO 863</a> proviene da <a href="https://test.gangemi.com">Gangemi Test</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Contenuto</p>
<p>Rivista semestrale di architettura e ingegneria.</p>
<p>6 Cover2<br />
• Alessandro Acciarino</p>
<p>8 Cemento Olimpico<br />
• Tullia Iori</p>
<p>12 Un sogno che si avvera<br />
• Alice Sponton</p>
<p>14 Il cemento per le Olimpiadi. Intervista a Fabio Saldini<br />
• Tullia Iori, Fabio Saldini</p>
<p>17 Scivolare nel bosco<br />
• Tullia Iori</p>
<p>22 L’ingegneria del salto<br />
• Lidia Alessandra Zianna</p>
<p>27 Un gioiello di calcestruzzo e legno<br />
• Gianluca Capurso</p>
<p>28 Il Villaggio olimpico con il cuore di cemento armato<br />
• Gianluca Capurso</p>
<p>33 Giuseppe Pizzigoni e la chiesa di Longuelo<br />
• Eleonora Caggiati, Attilio Pizzigoni, Monica Resmini</p>
<p>36 Due interventi di trama e ordito in Sardegna<br />
• Valerio Bramucci</p>
<p>39 Un dialogo espressivo tra nuovo e preesistente<br />
• Roberto Germanò</p>
<p>42 Casa Chiuro e le sue raffinate texture<br />
• Valentina Eccher</p>
<p>46 Scavare sotto la città più bella del mondo<br />
• Simone Spagnuolo, Eliano Romani, Alberto Meda</p>
<p>50 Lavorare per recinti<br />
• Vincenzo Moschetti</p>
<p>55 Cemento dolcissimo nella Loacker Galaxy<br />
• Tullia Iori</p>
<p>56 Ground al SAN<br />
• Tullia Fidelbo</p>
<p>61 Una casa rossa illumina i vigneti<br />
• Daniele Frediani</p>
<p>64 Un paesaggio sospeso sulla città<br />
• Luca Reale</p>
<p>69 Una caverna artificiale per due musei<br />
• Leone Carlo Ghoddousi</p>
<p>72 Reinventare il parcheggio multipiano<br />
• Daniele Frediani</p>
<p>76 Onde di cemento per la clinica degli animali<br />
• Alessia Pilato</p>
<p>80 Il parallelepipedo bianco di Varsavia<br />
• Lorenzo Grieco</p>
<p>84 Monolite di cemento<br />
• Carmen Andriani e Alberto Bologna</p>
<p>90 La città come miniera di inerti<br />
• Alberto Bologna</p>
<p>94 Dalla dittatura alla didattica<br />
• Roberto Ragione</p>
<p>98 Forme di cemento<br />
• Carmen Andriani</p>
<p>101 Il béton brut di Andrea Bruno<br />
• Fabio Marino</p>
<p>104 Dune: Parte Due. Il cemento di Scarpa viaggia nel tempo<br />
• Giuseppe Galbiati</p>
<p>108 Dove il villaggio entra in casa<br />
• Carlo Vannini</p>
<p>112 Luce e massa per una “geologia” domestica<br />
• Carlo Vannini</p>
<p>115 Underground Patio: scavare per illuminare e abitare<br />
• Roberto Ragione</p>
<p>118 Cemento e anime<br />
• Tullia Fidelbo</p>
<p>120 Tra sabbia e cemento<br />
• Alessandro Acciarino</p>
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		<title>La sede del TAR del Lazio</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/la-sede-del-tar-del-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 11:41:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“L’edificio che ospita il TAR del Lazio è parte importante di questo sistema organico, che si è configurato nel corso del tempo come un luogo. Approfondendo ancora questo concetto possiamo dire che esso è un’unità viva, nella quale il passato, il presente e il futuro generano una memoria collettiva, che è un aspetto fondamentale della ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“L’edificio che ospita il TAR del Lazio è parte importante di questo sistema organico, che si è configurato nel corso del tempo come un luogo. Approfondendo ancora questo concetto possiamo dire che esso è un’unità viva, nella quale il passato, il presente e il futuro generano una memoria collettiva, che è un aspetto fondamentale della comunità.<br />
In un certo senso la comunità trascrive le opere da architetture mute ad architetture parlanti che trascendono il luogo in una dimensione urbana evidente, ma soprattutto misteriosa”.</p>
<p>(Franco Purini, Riflessioni sulla sede del TAR del Lazio)<br />
www.gangemieditore.</p>
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