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	<title>Sociologia, Politica | Gangemi Test</title>
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	<title>Sociologia, Politica | Gangemi Test</title>
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		<title>Fatti, Parole, Pensieri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 17:08:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con la parola lavoro si intende la disponibilità che ognuno offre di sé stesso per rendere funzionante e finalizzato il processo cui ci si auto destina o cui viene destinato da chi ne propone le attività. In questo processo, cui siamo obbligati socialmente tutti, consiste la crescita della società e della sua ricchezza. Una ricchezza ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la parola lavoro si intende la disponibilità che ognuno offre di sé stesso per rendere funzionante e finalizzato il processo cui ci si auto destina o cui viene destinato da chi ne propone le attività. In questo processo, cui siamo obbligati socialmente tutti, consiste la crescita della società e della sua ricchezza. Una ricchezza che si esprime attraverso la disponibilità di beni ma, anche attraverso la conoscenza e la cultura, le scoperte e l’innovazione. È il lavoro, perciò, nei suoi vari aspetti e nelle diverse forme in cui si esplica a generare i beni materiali ed immateriali che arricchiscono la vita di ognuno e, quindi, rendono la società meno soggetta al caso e ai pericoli della natura. Tutto questo è ricchezza sociale, umanità in cammino verso esperienze migliorative, verso una maggiore capacità di reciproco sostegno e protezione. Questo libro è nato per celebrare i quaranta anni di vita della società Telpress Italia.<br />
Offre al lettore un contributo di esperienza e di riflessioni frutto del diretto coinvolgimento imprenditoriale dell’autore e della sua famiglia in un clima di creatività tecnologica e di una visione etica e strategica della propria impresa.</p>
<p>Pasquale D’Innella Capano nato nell’anno 1945 e con studi classici alle spalle, ha diretto la società Telpress Italia con la moglie Carmen dalla sua fondazione nel 1983 fino alla metà dell’anno 2024. Laureato in Fisica ha lavorato a livelli di responsabilità nell’Università del Salento, nella industria dell’alto vuoto, della produzione di semiconduttori e della elettronica di consumo prima di avviare la esperienza di imprenditore. La sua visione del lavoro gode della atmosfera di fiducia sociale acquisita negli anni del boom economico e si conferma in un atteggiamento di positivo coinvolgimento nelle tematiche aziendali ed etiche che l’industria e i suoi partecipanti devono affrontare in questi difficili anni. Dal 1999 fino al 2023, ininterrottamente, ha insegnato Misure Elettriche ed Elettroniche alla facoltà di Medicina della Università La Sapienza di Roma.</p>
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		<title>L’ARTE RIGENERA LA VITA &#8211; L’ ITALIA A EXPO 2025 OSAKA</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/larte-rigenera-la-vita-l-italia-a-expo-2025-osaka/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 13:15:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’Esposizione Universale di Osaka, conclusasi il 13 ottobre con 28 milioni di visitatori, è stata per l’Italia molto più di una vetrina internazionale: il Padiglione Italia, ispirato al concetto “L’Arte rigenera la Vita”, ha mostrato come la nostra cultura possa diventare una leva strategica di promozione economica e di competitività internazionale. La partecipazione italiana a ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Esposizione Universale di Osaka, conclusasi il 13 ottobre con 28 milioni di visitatori, è stata per l’Italia molto più di una vetrina internazionale: il Padiglione Italia, ispirato al concetto “L’Arte rigenera la Vita”, ha mostrato come la nostra cultura possa diventare una leva strategica di promozione economica e di competitività internazionale.<br />
La partecipazione italiana a Osaka ha saputo unire patrimonio culturale, creatività, scienza e industria secondo la logica della diplomazia della crescita, trasformando identità culturale e competenze tecnologiche in relazioni economiche, investimenti e nuove opportunità nei mercati asiatici, oggi sempre più centrali per il sistema-Italia.<br />
Un contributo decisivo è venuto anche dalla presenza record di 18 Regioni italiane su 20, che hanno portato all’Esposizione Universale le eccellenze dei propri territori, valorizzando le specificità e la capacità di innovare delle nostre filiere produttive. Questa visione si è espressa nel racconto di un’Italia proiettata al futuro – dall’aerospazio alle tecnologie subacquee, dalle scienze della vita alle nuove fonti di energia – costruito attorno alla maestosa figura dell’Atlante Farnese, simbolo di una Nazione che coniuga tradizione e innovazione.<br />
Accanto al titano, opere straordinarie come le pagine del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, le sculture di Boccioni e Balla, e quelle di artisti contemporanei come Mimmo Paladino, Jago, Oriana Persico, Francesca Leone, Matteo Ceccarini, hanno raccontato la nostra capacità di far dialogare ingegneria, arte e creatività. Un linguaggio culturale che<br />
si è intrecciato con la narrazione dei nostri grandi progetti infrastrutturali dei prossimi decenni, offrendo una visione integrata di cultura, tecnologia e impresa.<br />
Per la prima volta nella storia delle Esposizioni Universali, il Padiglione Italia ha ospitato al suo interno quello della Santa Sede: un fatto di straordinario rilievo simbolico e culturale. Questa presenza non ci ha solo offerto l’opportunità di esporre una delle opere più emozionanti dell’arte italiana, la Deposizione di Caravaggio, ma ha anche reso possibile la costruzione di un palinsesto condiviso di iniziative e di dialogo. Un percorso che ha arricchito il nostro racconto aggiungendo quello dei valori universali della spiritualità, della dignità umana e della speranza, in perfetta sintonia con il messaggio di rigenerazione e rinascita che ha ispirato l’intera partecipazione italiana.<br />
Con oltre 800 eventi organizzati in sei mesi, l’impatto è stato straordinario: code fino a otto ore, quasi 1.500 delegazioni ufficiali accolte, oltre 150.000 presenze ai nostri spettacoli e più di 61 milioni di visualizzazioni digitali. Soprattutto, la nostra partecipazione si è tradotta in risultati concreti: 1 miliardo e 766 milioni di euro tra contratti firmati e investimenti annunciati con importanti gruppi giapponesi. Una conferma che, quando è autentico e coerente, il racconto culturale diventa un vero attivatore economico.<br />
Il valore del nostro modello è stato riconosciuto a livello internazionale: alla chiusura dell’Expo, il Padiglione Italia ha ricevuto il Primo Premio del BIE per lo Sviluppo del Tema, un risultato mai ottenuto prima dal nostro Paese, che premia la visione italiana di conciliare estetica, innovazione e capacità tecnologica in risposta al tema “Disegnare la società del futuro per le nostre vite”. Ancora più significativo è ciò che è avvenuto dopo l’Esposizione: l’Italia è stata l’unica Nazione tra le quasi 160 partecipanti a cui è stato chiesto di mantenere in Giappone la propria visitor experience. L’Atlante Farnese e le installazioni che lo accompagnano – inclusa la narrazione che unisce Leonardo, scienza e tecnologia – resteranno esposte fino a gennaio 2026 all’Osaka City Museum of Fine Arts, grazie al sostegno di Asahi Shimbun, aprendo prospettive nuove e durature di collaborazione culturale ed economica.<br />
L’esperienza di Osaka dimostra quanto la cultura, quando dialoga con industria, scienza, territori e istituzioni, generi valore, attrattività e influenza. È una visione che non contrappone passato e futuro, ma considera il patrimonio culturale come una forza propulsiva capace di alimentare innovazione e nuove idee. Questo vale ancor più nell’era dell’intelligenza artificiale e del digitale. In un mondo in cui gli algoritmi replicano processi e competenze, sarà l’originalità, insieme alla creatività e alla capacità di immaginare ciò che ancora non esiste, a fare la differenza. Qualità che nascono da un ecosistema culturale ricco e vitale: il più solido investimento possibile per il futuro delle nuove generazioni.</p>
<p>Mario Andrea Vattani<br />
Commissario Generale per l’Italia a Expo 2025 Osaka</p>
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		<title>La nazione come identità</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/la-nazione-come-identita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 10:26:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Enrico Corradini agli inizi del ’900 teorizza un pensiero politico autoritario, il cui fine è restaurare le fondamenta nazionali dello Stato nato col Risorgimento. Attraverso una lunga attività pubblicistica e di propaganda, getta le basi del movimento nazionalista che in origine si configura come un’area intellettualmente composita. Al suo interno si confrontano le due diverse ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Enrico Corradini agli inizi del ’900 teorizza un pensiero politico autoritario, il cui fine è restaurare le fondamenta nazionali dello Stato nato col Risorgimento. Attraverso una lunga attività pubblicistica e di propaganda, getta le basi del movimento nazionalista che in origine si configura come un’area intellettualmente composita. Al suo interno si confrontano le due diverse anime della sinistra democratica e patriottica e quella della nascente destra imperialista. Poste su due poli ideologicamente opposti, entrambe le parti sono impegnate nella ridefinizione, su solide basi culturali, di una rinnovata concezione della nazione italiana. Sarà il più importante tentativo nell’Italia del neotrasformismo giolittiano, di ricostituire un’idea di Patria nazionale e democratica.</p>
<p>Francesco Tiravanti nasce a Roma il 15 ottobre 1968. Deve la sua formazione culturale all’ambiente ispirato della sua famiglia materna, storicamente impegnata nella politica istituzionale del Paese. Appassionato di storia, svolge una intensa attività di ricerca e di scrittura sulle principali tematiche politiche della storia contemporanea.</p>
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		<title>Osservatorio patrimonio culturale privato VI/2025</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/osservatorio-patrimonio-culturale-privato-vi-25/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 07:20:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il VI Rapporto dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato ci conduce al cuore delle dimore storiche italiane: palazzi, ville, castelli e residenze che, pur appartenendo a privati, custodiscono secoli di storia e Mcontinuano a generare valore per il territorio. Attraverso dati inediti e un’analisi accurata, il Rapporto fotografa lo stato di salute di un patrimonio unico ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il VI Rapporto dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato ci conduce al cuore delle dimore storiche italiane: palazzi, ville, castelli e residenze che, pur appartenendo a privati, custodiscono secoli di storia e Mcontinuano a generare valore per il territorio.<br />
Attraverso dati inediti e un’analisi accurata, il Rapporto fotografa lo stato di salute di un patrimonio unico al mondo: oltre 45.000 dimore vincolate che non sono solo testimonianza artistica, ma anche motori di Msviluppo economico, sociale e turistico. Dalla ricettività agli eventi e alle visite culturali, dall’agricoltura al turismo esperienziale, le dimore storiche rappresentano un laboratorio di sostenibilità e innovazione diffusa.<br />
Il volume esplora le sfide e le opportunità di questo settore: dalla regolamentazione degli affitti brevi alla digitalizzazione delle imprese agricole, dal ruolo delle aree interne al potenziale della finanza d’impatto.<br />
Emergono così alcune raccomandazioni strategiche per trasformare questi beni da “custodi del passato” a protagonisti del futuro del nostro Paese.<br />
Un’opera indispensabile per studiosi, operatori culturali, policy maker e per chiunque creda che il patrimonio privato non sia un lusso da conservare, ma un bene comune da attivare.</p>
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		<item>
		<title>Parità di genere incompiuta</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/parita-di-genere-incompiuta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 10:34:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“La parità di genere è sempre più lontana. Sulla base del percorso attuale, UN Women stima che mancano 300 anni” Guterres, 2024 Le parole del Segretario generale dell’ONU, sono un assordante campanello d’allarme per chi si è cullato nella illusione di avere a portata di mano il traguardo della parità di genere. Non resta quindi ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://test.gangemi.com/prodotto/parita-di-genere-incompiuta/">Parità di genere incompiuta</a> proviene da <a href="https://test.gangemi.com">Gangemi Test</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“La parità di genere è sempre più lontana. Sulla base del percorso attuale, UN Women stima che mancano 300 anni”<br />
Guterres, 2024</p>
<p>Le parole del Segretario generale dell’ONU, sono un assordante campanello d’allarme per chi si è cullato nella illusione di avere a portata di mano il traguardo della parità di genere. Non resta quindi che rimettersi in marcia e superare i vecchi ostacoli, ancora duri a morire, come gli stereotipi di genere, e attrezzarsi a superarne altri due, che sono emersi in tempi recenti: la violenza intra-genere (quella tra donne) e la sindrome dell’ape regina, che minacciano di essere un pericoloso autogol nella partita giocata con il genere maschile. Sullo sfondo tre problematiche che rischiano di limitare, pesantemente, la condizione economica della donna, elemento imprescindibile in una prospettiva di autonomia e parità: la cura intrafamiliare – alla quale si aggiunge l’attività di caregiver di disabili o con handicap – entrambe gratuite, il cui peso grava quasi esclusivamente sulle sue spalle; lo smart working, una opportunità per la donna o un elemento di segregazione e ostacolo alla carriera; l’intelligenza artificiale, sulla quale si addensano le nuvole di una probabile massiccia disoccupazione femminile. L’autrice prende le mosse dallo “sciopero del pane e delle rose” del 1912, per raccontare il filo d’oro che collega questo evento americano al percorso lungo un secolo, che ha visto i movimenti femministi europei conquistare i diritti fondamentali della persona, reclamare, e alla fine ottenere, almeno teoricamente, la parità uomo-donna nelle Costituzioni di quasi tutti i Paesi.</p>
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		<item>
		<title>Modello Asia</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/modello-asia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 11:39:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cina, India, Sud-Est Asiatico sono i maggiori protagonisti di quello che viene chiamato da più parti secolo dell’Asia, cioè il secolo che stiamo vivendo e vivremo. La loro centralità nelle vicende del grande continente asiatico e in quelle del mondo è crescente e inarrestabile. È possibile individuare un filo comune nel loro modello di sviluppo ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cina, India, Sud-Est Asiatico sono i maggiori protagonisti di quello che viene chiamato da più parti secolo dell’Asia, cioè il secolo che stiamo vivendo e vivremo. La loro centralità nelle vicende del grande continente asiatico e in quelle del mondo è crescente e inarrestabile.<br />
È possibile individuare un filo comune nel loro modello di sviluppo e di gestione della cosa pubblica? E l’Italia, erede di una civiltà antica quanto le civiltà dell’Asia, che rapporti ha e dovrebbe avere con questi nuovi protagonisti della Storia?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mani pulite. Fu vera gloria?</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/mani-pulite-fu-vera-gloria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2024 16:22:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“... E dal cilindro magico di quel pozzo nero di corruzione e finanziamento illecito ai partiti ecco spuntare fuori di tutto: con una raffinatezza studiata nei minimi particolari, arrivano gli yacht, i pernotti in alberghi di lusso in Italia, a Montecarlo e nelle strutture più “in” del pianeta. Non ci si fa mancare nulla: champagne, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“&#8230; E dal cilindro magico di quel pozzo nero di corruzione e finanziamento illecito ai partiti ecco spuntare fuori di tutto: con una raffinatezza studiata nei minimi particolari, arrivano gli yacht, i pernotti in alberghi di lusso in Italia, a Montecarlo e nelle strutture più “in” del pianeta. Non ci si fa mancare nulla: champagne, massaggi con signorine disponibili, regali griffati, carte di credito con mezzo milione di euro da spendere negli Emirati e udite, udite, le fiches per andare al casinò e giocare. Ovviamente per vincere e arrotondare così i magri stipendi della Pubblica Amministrazione.<br />
Con le fiches, ultima geniale new entry nel parterre delle prebende per i corrotti, posso ora chiudere questa mia lunga cavalcata nella storia del malaffare durata più di 40 anni. Ovvero la storia di un fenomeno, autentico, inestirpabile tumore metastatico che ancora debilita un Paese che non ha mai trovato il modo e la forza per togliersi dal collo, un cappio di iuta multicolore fatto di moneta sporca e vergogna”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Osservatorio patrimonio culturale privato V/2024</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/osservatorio-patrimonio-culturale-privato-v-24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 09:34:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il consueto Rapporto annuale sul patrimonio immobiliare storico privato, giunto quest’anno alla sua quinta edizione, oltre alla usuale panoramica sugli immobili storici privati, loro natura, collocazione sul territorio italiano e attività svolte, quest’anno dedica una apposita sezione agli investimenti nella conservazione e nella valorizzazione delle dimore storiche. Questi investimenti rappresentano un importante volano per la ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il consueto Rapporto annuale sul patrimonio immobiliare storico privato, giunto quest’anno alla sua quinta edizione, oltre alla usuale panoramica sugli immobili storici privati, loro natura, collocazione sul territorio italiano e attività svolte, quest’anno dedica una apposita sezione agli investimenti nella conservazione e nella valorizzazione delle dimore storiche. Questi investimenti rappresentano un importante volano per la crescita economica: tra interventi ordinari e straordinari si stima i proprietari abbiamo speso complessivamente nel 2023 oltre 1,9 miliardi di euro, contribuendo a oltre un decimo dell’incremento del PIL Italiano per quell’anno. Importi significativi che tuttavia presentano notevoli margini di crescita se si considerano due fattori. Il primo è rappresentato dagli spazi tuttora inutilizzati delle dimore: si stima vi siano oltre ventimila immobili con spazi inutilizzati per un totale di 13,4 milioni di metri quadri non fruibili. Il secondo dagli oltre 10 mila proprietari che attualmente non svolgono attività economiche nelle loro dimore ma sarebbero interessati a farlo se avessero le disponibilità economiche per avviarle. Sommati agli attuali 19 mila proprietari che svolgono una attività produttiva strutturata (con codice ATECO) e/o occasionale, si potrebbe dunque raggiungere la soglia di 30 mila operatori economici del settore.</p>
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		<item>
		<title>70 anni di Televisione &#8211; 100 anni di Radio</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/70-anni-di-televisione-100-anni-di-radio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 08:59:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La RAI rappresenta il patrimonio condiviso di un intero Paese: un flusso continuo di storie, cultura e innovazione che, da un secolo, accompagna ogni passo dell’Italia. È la più grande realtà culturale nazionale, simbolo di democrazia e pluralismo, che unisce i cittadini attorno a una memoria collettiva nella quale tutti possono ritrovarsi e riconoscersi. È ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://test.gangemi.com/prodotto/70-anni-di-televisione-100-anni-di-radio/">70 anni di Televisione &#8211; 100 anni di Radio</a> proviene da <a href="https://test.gangemi.com">Gangemi Test</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La RAI rappresenta il patrimonio condiviso di un intero Paese: un flusso continuo di storie, cultura e innovazione che, da un secolo, accompagna ogni passo dell’Italia. È la più grande realtà culturale nazionale, simbolo di democrazia e pluralismo, che unisce i cittadini attorno a una memoria collettiva nella quale tutti possono ritrovarsi e riconoscersi. È con grande emozione che celebriamo 100 anni di radio e 70 anni di televisione, due strumenti che hanno segnato la storia del nostro Paese, attraversando un secolo di cambiamenti, sfide e conquiste.</p>
<p>Dall’introduzione di Giampaolo Rossi, Amministratore Delegato RAI</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Walter Lippmann: la buona società</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/walter-lippmann-la-buona-societa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2024 13:49:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La buona società. È una critica tagliente al collettivismo – «il collettivismo è un fallimento, e deve fallire, perché poggia su una concezione radicalmente falsa dell'economia, della legge, del governo e della natura umana» – nelle sue varie declinazioni totalitarie, comunista o fascista – che, essendo simili, si contrappongono ferocemente – e gradualiste, compresa quella ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La buona società. È una critica tagliente al collettivismo – «il collettivismo è un fallimento, e deve fallire, perché poggia su una concezione radicalmente falsa dell&#8217;economia, della legge, del governo e della natura umana» – nelle sue varie declinazioni totalitarie, comunista o fascista – che, essendo simili, si contrappongono ferocemente – e gradualiste, compresa quella del New deal rooseveltiano, il cui metodo di ricostruzione sociale è la politica disordinata dei gruppi di pressione. Lippmann qui difende il sistema liberale dell’economia fondata sulla divisione del lavoro contro gli intellettuali che si dicono “liberali”, “progressisti” o “radicali” e che, in realtà, «sono quasi tutti collettivisti in economia, autoritari nella concezione dello stato, totalitari nella concezione della società». La connessione tra libertà e rivoluzione industriale è organica. Ma la sua è anche una critica altrettanto rigorosa ai ‘liberali dell’ultimo giorno’, alla loro assurda idea – derivante dal fraintendimento totale del principio del laisser faire elevato a dogma – che l’ordine sociale non necessitasse di alcuna riforma: «non c’è nulla di necessario nella nuova economia che costringa la società ad essere indifferente ai costi umani». I veri liberali sono sempre stati interessati all’evoluzione del diritto, alla definizione dei diritti e dei doveri, alla formazione delle costituzioni, al controllo del potere pubblico e privato.</p>
<p>Biografie<br />
WALTER LIPPMANN (New York, 1889-1974) giornalista e filosofo, si formò con George Santayana, William James e Graham Wallas. Nel 1913, Lippmann, Herbert Croly e Walter Weyl fondarono la rivista The New Republic; nel 1917, fu nominato consigliere del Presidente Wilson econtribuì alla definizione dei Quattordici punti. Dal 1931 al 1963, con la rubrica Today and Tomorrow dell&#8217;Herald Tribune di New York, egli fu uno dei più acuti analisti della politica americana e internazionale a partire dalla I Guerra mondiale fino alla Guerra in Vietnam. La difficoltà di classificare Lippmann come conservatore o come liberale è sintomatica della sua indipendenza e del suo rigetto di ogni utopismo in un percorso politico-filosofico coerente e lineare. Tra le sue opere: A Preface to Politics (1913); Public Opinion (1922; trad. it. 1946); The Phantom Public (1925); A preface to morals (1929; trad. it. 2012); U.S. Foreign Policy (1937; trad. it., 1946); The Good Society (1937; trad. it., 1945); U.S. War Aims (1944, trad. it. 1946); Essays in the Public Philosophy (1955; trad. it., 1957).</p>
<p>GIUSEPPE BUTTÀ (Messina, 17 agosto 1942) storico delle dottrine politiche e allievo di Francesco Mercadante, ha avuto anche tra i suoi maestri Vittorio de Caprariis, Rosario Romeo e Gaetano Cingari. Si è occupato prevalentemente di storia del pensiero politico americano. Tra le sue opere: John Adams e gl’inizi del costituzionalismo americano (1988); Democrazia e Federalismo. John C. Calhoun (1988); Scienza e politica in Arthur F. Bentley (1993); William H. Rehnquist. ‘Judicial review’, ‘new federalism’ e nuovi diritti (2009); Irving Kristol. Le avventure di un Liberal (2018). Ha curato numerosi volumi, tra i quali, in questa collana, A preface to morals, e A preface to politics, entrambi di Walter Lippmann, e, recentemente, la nuova edizione de L’epoca della secolarizzazione di Augusto del Noce.</p>
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