Interventi ed erratiche esplorazioni sull’arte – Tomo IV
La dialettica del mestiere di un critico
Autori: Di Genova Giorgio
Formato: 17 x 24 cm
Legatura: Filorefe
Pagine: 208
Anno edizione: 2025
ISBN: 9788849252378
EAN: 9788849252378
UB. INT. :
Contenuto
Con questo quarto e ultimo volume (uscito postumo con gli scritti
scelti già dall’autore nella forma che qui si presenta) si conclude
l’antologia dei testi critici di Giorgio Di Genova, quelle “erratiche
esplorazioni dell’arte” che hanno attraversato il Novecento dal
secondo dopoguerra in poi e i primi due decenni del XXI secolo.
La strada è quella maestra di una evoluzione dialettica di idee e
linguaggi. Il fil rouge della selva di testi prodotta nel corso di un’intera
vita dedicata alla cultura visiva è una lettura degli accadimenti in
chiave gramsciana, senza dimenticare la lezione della psicoanalisi
e il sottotesto inconscio che guida le sperimentazioni creative. Il
libro si apre sui “Viaggi d’arte”, tra gli Stati Uniti e Berlino, mentre
in chiusura atterra a Parigi, con divertiti reportages di mostre
corredati da libertà di critica, nel rispetto delle fonti e lontano dai
diktat delle mode. Centrali sono i capitoli dedicati alla Realtà del
fantastico, linea interpretativa fondamentale negli studi dell’autore,
che riemerge anche nelle presentazioni del lavoro degli artisti
(Osvaldo Licini). Seguono poi sferzanti testimonianze di alcune
edizioni di Biennali e Quadriennali che si svolsero tra il finire degli
anni ’80 e i primi dei ’90, e puntute analisi del fascismo in arte,
a partire da Mario Sironi “in camicia nera”. Anche la scultura è
protagonista: l’occasione è una mostra, Di Genova lamenta l’oblio
destinato a una folta schiera di artiste fra cui Regina, Antonietta
Raphaël, Nedda Guidi, che invece hanno arricchito il panorama
della scultura italiana della seconda metà del ’900. Gli artisti a
confronto con la Divina Commedia – dopo il Purgatorio del
precedente volume – entrano questa volta nel Paradiso. Diversi
gli omaggi: da Leo Castelli a Pietro M. Bardi fino a Fortunato
Bellonzi per arrivare agli “Addii”, con le dipartite di Mattia Moreni
e Victor Brauner. L’importanza degli archivi e della trasmissione
della memoria, considerati pilastri della storia, sono al centro di
alcune riflessioni, dove si ribadisce che il ricorso a Wikipedia non
può essere sufficiente né un porto sicuro.
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