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	<title>CARTE SCOPERTE dell’Archivio Storico Capitolino Archivi | Gangemi Test</title>
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	<title>CARTE SCOPERTE dell’Archivio Storico Capitolino Archivi | Gangemi Test</title>
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		<title>Il recupero del castello Tafuri a Portopalo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2018 14:08:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alla base della rinascita di un luogo sta, spesso, la capacità di vedere oltre, di prevedere possibili scenari di riqualificazione, di individuare attrattive e attrattori per i cittadini e i passanti, o per i turisti. È questo il tema affrontato in questo scritto: il progetto di riqualificazione di un luogo speciale attraverso scelte culturali legate ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla base della rinascita di un luogo sta, spesso, la capacità di vedere oltre, di prevedere possibili scenari di riqualificazione, di individuare attrattive e attrattori per i cittadini e i passanti, o per i turisti.<br />
È questo il tema affrontato in questo scritto: il progetto di riqualificazione di un luogo speciale attraverso scelte culturali legate alle Industrie Culturali e Creative (ICC), alla storia e alle trasformazioni subite nel tempo, agli scenari di un turismo sempre in evoluzione. Il progetto di riqualificazione è qui visto come strumento in divenire che acquisisce informazioni e restituisce qualità al luogo. Un progetto sempre basato su conservazione e trasformazione, scandito da approfondimenti tematici su elementi tecnici, dispositivi e materiali, da scelte commerciali e turistiche dettate da precisi indirizzi.<br />
L’oggetto della riqualificazione è il Castello Tafuri a Portopalo di Capo Passero (SR), avamposto ventoso e scosceso verso un mare di un incredibile verde/azzurro, castello eclettico dove il colore forte del cotto si alterna al bianco abbagliante della pietra locale, un edificio fatto di torri e torrette, di murature merlate, di patii e verande con elaborati loggiati in pietra scolpita. L’intervento di riqualificazione lo ha fatto tornare in vita dopo un lungo oblio. Il progetto per il castello è nato dall’affettività per il luogo, dalla conoscenza del sistema tecnologico e del sistema ambientale, dalla memoria dell’attività precedente, dalla visione del territorio circostante. Una conoscenza e rilettura dell’oggetto, a Portopalo, che si dichiara nella sua finalità turistica e nella volontà di recuperare la memoria e l’identità dell’edificio, pur nella visione contemporanea dell’abitare; gli strumenti di cui si serve sono un mix di materiali e tecnologie tradizionali, frammiste a soluzioni innovative e sostenibili. Non è solo una summa di azioni tecniche, ma è l’insieme di iniziative volte ad incrementare le qualità, in relazione sia a cadute prestazionali, sia a nuovi requisiti previsti dall’incremento qualitativo.<br />
L’esito è una struttura ricettiva, RTA (Residenza Turistico-Alberghiera) con undici suite e quarantacinque posti letto, con ampi spazi sul mare, terrazze, verande e loggiati.</p>
<p>Fernanda Cantone, architetto e Ph. D. in Recupero Edilizio e Ambientale, è, dal 2004, ricercatore confermato presso l&#8217;Università degli Studi di Catania. Dal 2014 è in possesso dell’Abilitazione Nazionale alla seconda fascia, professore associato. Dal 2003 svolge attività didattica e di ricerca presso l’attuale SDS Architettura con sede a Siracusa. Oggi il dipartimento di afferenza è il DICAR della stessa università. Presso la SDS di Siracusa è titolare del corso di Tecnologie del Recupero Edilizio, e del modulo di Disegno Industriale nel Laboratorio di Progetto IV, nel corso di laurea in Architettura. Ha partecipato a numerosi convegni internazionali e a progetti di ricerca in ambito locale e nazionale.<br />
È autrice di saggi e pubblicazioni sul recupero edilizio ed urbano, sulla riqualificazione, sui caratteri del costruito e sul rapporto tra percezione ed edificato. Nella stessa collana ha pubblicato L’architettura del cantiere e Pietra e intonaco.</p>
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		<title>Pietra e intonaco &#8211; Stone and plaster</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/pietra-e-intonaco-stone-and-plaster/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2012 14:05:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La straordinaria capacità dell’uomo di innovarsi è evidente nelle forme dei beni edilizi, frutto dell’evoluzione di idee, concezioni, modi di vita. Essi acquistano forza in quanto materia e volumi esistenti, le superfici esterne, emblema del trascorrere del tempo e insieme visibile delle vicende umane, esprimono l’essere state rovine e portano orgogliose i segni del passato. ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La straordinaria capacità dell’uomo di innovarsi è evidente nelle forme dei beni edilizi, frutto dell’evoluzione di idee, concezioni, modi di vita. Essi acquistano forza in quanto materia e volumi esistenti, le superfici esterne, emblema del trascorrere del tempo e insieme visibile delle vicende umane, esprimono l’essere state rovine e portano orgogliose i segni del passato. L’intervento sulle superfici esterne comporta non solo di addomesticare lo spazio, ma di preservare un luogo vivibile e fruibile, di difendere il tempo e i suoi valori, di mantenere vivo ciò che il bene edilizio ha espresso; l’intento è avvalersi di raziocinio, ma anche di sensibilità e passione per ciò che l’edificio ha rappresentato nel passato. Lo strumento utilizzato è un osservatorio i cui scopo è percepire le condizioni di stato delle superfici esterne, osservare fenomeni ed effetti, esiti di tentativi di riqualificazione e recupero, indagare sulla loro collocazione all’interno del processo edilizio. L’attenzione si punta più sulle differenze che sulle analogie: l’osservatorio mette in luce incompatibilità, stati irreversibili, difformità, errori progettuali, tecnologici e funzionali. Gli esiti di questo osservatorio hanno portato ad applicarlo su un centro urbano di particolare consistenza materica e formale: Ortigia. Ortigia ha la caratteristica affascinante di portare sulle sue superfici le tracce di eventi, dominazioni, culture. Gli ambienti urbani, le piazze, gli spazi aperti, i lungomare caratterizzano l’edificato e lo definiscono attraverso la materia che appare: la superficie esterna, fatta di pietra e intonaco. Attraverso questi due elementi e con il contributo della luce e della modellazione dello spazio architettonico emergono scorci e prospettive fantastiche. L’immagine e la percezione dei caratteri di Ortigia sono, oggi, quelle di un centro urbano ri-tinteggiato o abbandonato, con pietra e intonaco ri-puliti eccessivamente o fortemente connotati dal degrado. “Troppo nuovo” e “troppo vecchio”, elementi caratterizzanti parti diverse della città, si trovano a coesistere nello stesso aggregato urbano dove non si percepisce più il senso della storia, dei valori, dell’identità. L’osservatorio mira a rendere palesi i caratteri delle superfici, a validarne i significato materici e formali, a monitorare il passare del tempo sulla materia.</p>
<p>Fernanda Cantone, architetto e Dottore di Ricerca in Recupero Edilizio e Ambientale, è ricercatore confermato presso l&#8217;Università degli Studi di Catania. Dal 2003 svolge attività didattica e di ricerca presso il Dipartimento di Architettura della stessa università. È titolare del corso di Tecnologie del Recupero Edilizio, nel corso di laurea in Scienze dell’Architettura e dell’Ingegneria edile. Ha partecipato a numerosi convegni internazionali e a progetti di ricerca in ambito locale e nazionale. È autrice di saggi e pubblicazioni sul recupero edilizio ed urbano, sulla diagnostica, sui caratteri del costruito e sul rapporto tra percezione ed edificato. Nella stessa collana ha pubblicato L’architettura del cantiere.</p>
<p>Fernanda Cantone, architect and PhD in Building and Environmental Recovery, is senior researcher at the University of Catania. Since 2003 he has been teaching and research at the Department of Architecture. She holds the course of the Recovery Technologies Building, in the course of degree in Science of Architecture and Building Engineering. She has participated in many international conferences and research projects at local and national levels. She is the author of essays and publications on buildings and urban recovery, on diagnostics, on the character of the built environment and the relationship between perception and built. In the same collection published The architecture of the site.</p>
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		<title>L’architettura del cantiere / The architecture of the site</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/larchitettura-del-cantiere-the-architecture-of-the-site/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 14:04:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La società richiede oggi una diversa consapevolezza del cantiere, fatta di maggiori professionalità e approfondite conoscenze tecnologiche: tali elementi influenzano il compimento dell’intervento e assicurano una maggiore definizione delle dinamiche del cantiere, una migliore organizzazione dei lavori ed una realizzazione controllata. Si manifesta quindi la necessità di modificare il processo attuativo del progetto di recupero ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://test.gangemi.com/prodotto/larchitettura-del-cantiere-the-architecture-of-the-site/">L’architettura del cantiere / The architecture of the site</a> proviene da <a href="https://test.gangemi.com">Gangemi Test</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La società richiede oggi una diversa consapevolezza del cantiere, fatta di maggiori professionalità e approfondite conoscenze tecnologiche: tali elementi influenzano il compimento dell’intervento e assicurano una maggiore definizione delle dinamiche del cantiere, una migliore organizzazione dei lavori ed una realizzazione controllata. Si manifesta quindi la necessità di modificare il processo attuativo del progetto di recupero attraverso limitazioni alle improvvisazioni di cantiere, a soluzioni improntate sull’aggiustamento, sulla modifica di quanto non stabilito in sede progettuale. Il testo si propone di aprire ad una serie di relazioni tra i vari aspetti del cantiere, in termini tecnologici e di sistema, per evidenziare il momento attuativo del processo di recupero e proporre metodi per il cantiere attraverso la manutenzione, la qualità e la sostenibilità, tematiche decisamente attuali. La struttura della pubblicazione si propone di mettere in relazione un’esperienza didattica e di acquisizione di conoscenze applicata ad un caso studio con una parte originale in cui si analizza il cantiere da un’ottica diversa, quella del recupero edilizio ed urbano, individuando strategie per la realizzazione del progetto, nelle sue varie espressioni. Le tematiche riguardano il processo e il raggiungimento di un fine, quello del recupero, attraverso una programmazione delle attività di cantiere, per un uso contemporaneo delle risorse e per una gestione ragionata delle dinamiche di realizzazione.</p>
<p>Fernanda Cantone, architetto, è Dottore di Ricerca in Recupero Edilizio e Ambientale. È ricercatore confermato presso l&#8217;Università degli Studi di Catania. Dal 2003 svolge attività didattica e di ricerca presso il Dipartimento di Architettura della stessa università. È titolare del corso di Tecnologie del Recupero Edilizio, nel corso di laurea in Scienze dell’Architettura e dell’Ingegneria edile. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca in ambito locale e nazionale. È autrice di saggi e pubblicazioni scientifiche sul recupero edilizio ed urbano, sulla diagnostica, sui caratteri del costruito e sul rapporto tra percezione ed edificato.</p>
<p>Salvatore La Delfa, chimico, è Dottore di Ricerca in Scienze Chimiche presso l’Università degli Studi di Catania. È stato relatore e correlatore di tesi di laurea, ha collaborato a pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali, partecipando a seminari e convegni. È stato docente in progetti IFTS, PON/POR e professore a contratto presso l&#8217;Università degli Studi di Catania. Attualmente è docente di ruolo di Chimica presso l&#8217;IISS Filippo Juvara di Siracusa e collabora con l&#8217;Università degli Studi di Catania.</p>
<p>L'articolo <a href="https://test.gangemi.com/prodotto/larchitettura-del-cantiere-the-architecture-of-the-site/">L’architettura del cantiere / The architecture of the site</a> proviene da <a href="https://test.gangemi.com">Gangemi Test</a>.</p>
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