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	<title>OTTANTA di storia dell&#039;Istituto storia dell’Istituto Archivi | Gangemi Test</title>
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	<title>OTTANTA di storia dell&#039;Istituto storia dell’Istituto Archivi | Gangemi Test</title>
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		<title>Leonardo e i suoi segreti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2020 14:09:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Quaderni Ottanta di storia dell'Istituto a cura di Patrizia Cavalieri, Responsabile Laboratorio Ambiente dell'ICPAL In occasione della ricorrenza del Cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci l’Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro ha redatto il Progetto Opere di Leonardo nell’intento di effettuare sia diagnostiche tradizionali sia ricerche tecnologicamente avanzate relativamente ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Quaderni Ottanta di storia dell&#8217;Istituto a cura di Patrizia Cavalieri, Responsabile Laboratorio Ambiente dell&#8217;ICPAL<br />
In occasione della ricorrenza del Cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci l’Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro ha redatto il Progetto Opere di Leonardo nell’intento di effettuare sia diagnostiche tradizionali sia ricerche tecnologicamente avanzate relativamente ai supporti cartacei e alle mediazioni grafiche, agli eventuali restauri, alla verifica dei parametri ambientali e alla valutazione dei parametri temporali e strumentali per un ottimale monitoraggio programmato, la redazione di un protocollo per la movimentazione e l’esposizione in mostra delle opere di Leonardo da Vinci. Gli studi, iniziati da marzo 2018 sui disegni e sul Codice sul volo degli uccelli, conservati presso la Biblioteca Reale di Torino, sono poi proseguiti sui disegni di Leonardo conservati presso l’Istituto centrale per la grafica e sulla Tavola di Camaldoli raffigurante Leonardo, fino ad oggi del tutto sconosciuta. Sono qui riportati i dati innovativi emersi dalle ricerche chimiche, fisiche, biologiche, tecnologiche e dalle acquisizioni multispettrali e da analisi altamente innovative quali l’applicazione della tecnologia di sequenziamento Nanopore, detta anche Sequenziamento di terza generazione, testata per la diagnosi rapida di infezione biologica nei beni culturali. Il notevole sviluppo di queste tecniche permette un approccio per il monitoraggio di beni artistici e culturali basato sul DNA. Le informazioni biologiche così ricavate possono fornire un set di dati di riferimento per studi futuri sul singolo oggetto e creare un bio-archivio della sua storia. Durante tutta la durata del progetto, sono state anche realizzate una serie di fotografie attraverso appropriate tecniche di scatto, combinate all’uso di sofisticati software ed elaborati flussi di lavoro (le “multishot images”). Questo insieme di metodologie, la cd. “Computational Photography”, il cui fine è la creazione di una “rappresentazione digitale” del soggetto in grado di fornire rilevanti informazioni non rintracciabili nei singoli scatti, ha permesso di riportare alla luce il presunto autoritratto giovanile di Leonardo presente nel Codice sul volo degli uccelli.</p>
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		<title>Il papiro di Artemidoro</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/il-papiro-di-artemidoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2020 14:09:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Quaderni Ottanta di storia dell'Istituto a cura di Patrizia Cavalieri, Responsabile Laboratorio Ambiente dell'ICPAL Il restauro del Papiro di Artemidoro, proprietà della Fondazione Compagnia di San Paolo, è stato il risultato di un attento lavoro di indagine e ricerca attraverso l’uso di nuove tecnologie applicate alla conservazione dei beni culturali. Le analisi, condotte nei ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Quaderni Ottanta di storia dell&#8217;Istituto a cura di Patrizia Cavalieri, Responsabile Laboratorio Ambiente dell&#8217;ICPAL</p>
<p>Il restauro del Papiro di Artemidoro, proprietà della Fondazione Compagnia di San Paolo, è stato il risultato di un attento lavoro di indagine e ricerca attraverso l’uso di nuove tecnologie applicate alla conservazione dei beni culturali. Le analisi, condotte nei laboratori scientifici dell’ICPAL (Istituto per la patologia degli archivi e del libro), hanno aggiunto nuove conoscenze alla storia del papiro e della sua realizzazione e hanno sostenuto e indirizzato sapientemente l’attività di restauro, fornendo dati significativi sulla natura del supporto, degli inchiostri e dei materiali apposti nel corso del tempo; elementi tutti indispensabili per fotografare lo stato di conservazione dell’opera. Tutte le fasi, dalla diagnostica all’intervento e alla scelta della soluzione conservativa, sono state condotte con il supporto di esperti di diverse professionalità. Il lavoro è stato lungo e di notevole impegno per le dimensioni del papiro e per la sua estrema fragilità. Le operazioni sono state finalizzate ad un miglioramento delle condizioni generali del papiro, ad una migliore leggibilità dei media grafici e al consolidamento delle parti più degradate, evitando una manipolazione eccessiva. Il tessuto del supporto è stato ricomposto, le fibre hanno riacquistato il loro ordine originario e guadagnato nuova consistenza e idratazione. Tutto questo sarà mantenuto grazie anche e soprattutto a un nuovo condizionamento e ad una corretta conservazione. Ancora una volta l’approccio multidisciplinare è stato fondamentale per realizzare e perfezionare la conoscenza di un’opera di complessità storica e materiale, aggiungendo ulteriori tasselli al percorso di individuazione delle metodologie di restauro e conservazione più idonee.</p>
<p>Saggi di: Francesca Agresta, Marina Bicchieri, Paola Biocca, Lorena Botti, Claudia Caliri, Barbara Capone, Piero Colaizzi, Pietro Corsi, Cecilia Hausmann, Carlo Meneghini, Francesca Pascalicchio, Guadalupe Piñar, Flavia Pinzari, Francesco Paolo Romano, Daniele Ruggiero, Maria Carla Sclocchi, Katja Sterflinger.</p>
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		<item>
		<title>Codex Purpureus Rossanensis</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/codex-purpureus-rossanensis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2019 14:09:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Quaderni Ottanta di storia dell'Istituto a cura di Patrizia Cavalieri, Responsabile Laboratorio Ambiente dell'ICRCPAL Il Codex Purpureus Rossanensis, conservato presso il Museo Diocesano e del Codex di Rossano Calabro, è stato riconosciuto nel 2015 dall’UNESCO Patrimonio Universale dell’Umanità nella categoria “Memory of the World”. Il manoscritto, un Evangeliario greco miniato, conserva il Vangelo di ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Quaderni Ottanta di storia dell&#8217;Istituto a cura di Patrizia Cavalieri, Responsabile Laboratorio Ambiente dell&#8217;ICRCPAL</p>
<p>Il Codex Purpureus Rossanensis, conservato presso il Museo Diocesano e del Codex di Rossano Calabro, è stato riconosciuto nel 2015 dall’UNESCO Patrimonio Universale dell’Umanità nella categoria “Memory of the World”. Il manoscritto, un Evangeliario greco miniato, conserva il Vangelo di Matteo, quasi tutto il Vangelo di Marco e una parte della lettera di Eusebio a Carpiano sulla concordanza dei Vangeli. Perduti sono oggi i Vangeli di Luca e di Giovanni. I suoi 188 fogli membranacei purpurei, in scrittura maiuscola biblica, sono vergati con caratteri in oro e argento e, occasionalmente, in inchiostri neri. L’opera è impreziosita da 12 miniature che raffigurano eventi della vita di Gesù, e dalla raffigurazione a piena pagina dell’Evangelista Marco con la Sophia. A queste si aggiungono le tavole dei canoni con i ritratti dei quattro Evangelisti e una decorazione aurea che fa da cornice alla lettera di Eusebio a Carpiano. A partire dal 2012, presso i laboratori scientifici dell’ICRCPAL  (oggi Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro), sono state svolte analisi e diagnostiche non distruttive al fine di verificare l’effettivo stato di conservazione del manoscritto, di caratterizzarne il supporto scrittorio membranaceo, di studiare la natura dei pigmenti delle decorazioni miniate e la natura dei materiali dei precedenti restauri attraverso l’impiego delle più moderne tecnologie. Il risultato di questo lungo percorso ha permesso una “rilettura” importante del codice stesso, fornendo alla comunità scientifica significative risposte sulla storia e sull’esecuzione del manoscritto, importanti indicazioni generali sulla fattura e lettura dei codici di analoga provenienza e periodo storico.</p>
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		<title>La storia dell’Orto e dell’Istituto Botanico a Panisperna</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/la-storia-dellorto-e-dellistituto-botanico-a-panisperna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2018 14:09:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Quaderni Ottanta di storia dell’Istituto a cura di Patrizia Cavalieri, Responsabile Laboratorio Ambiente dell’ICRCPAL L’area di Panisperna sul colle del Viminale, nei decenni immediatamente successivi al 1870 quando Roma fu finalmente proclamata capitale della nuova Italia unita, è stata al centro di un profondo processo di trasformazione, incentrato sull’idea di insediarvi una vera e ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://test.gangemi.com/prodotto/la-storia-dellorto-e-dellistituto-botanico-a-panisperna/">La storia dell’Orto e dell’Istituto Botanico a Panisperna</a> proviene da <a href="https://test.gangemi.com">Gangemi Test</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Quaderni Ottanta di storia dell’Istituto a cura di Patrizia Cavalieri, Responsabile Laboratorio Ambiente dell’ICRCPAL</p>
<p>L’area di Panisperna sul colle del Viminale, nei decenni immediatamente successivi al 1870 quando Roma fu finalmente proclamata capitale della nuova Italia unita, è stata al centro di un profondo processo di trasformazione, incentrato sull’idea di insediarvi una vera e propria “cittadella della scienza”. Il programma prevedeva la concentrazione delle principali facoltà scientifiche e doveva comprendere un nuovo e funzionale orto botanico, dotato di tutte le attrezzature all’avanguardia, che risolvesse definitivamente la questione della sede, più volte mutata nel corso del tempo perché inadeguata. L’ambizioso progetto vide coinvolte, in ruoli diversi, numerose personalità di rilievo: politici, intellettuali e progettisti impegnati nella prospettata fondazione di questo nuovo complesso, si avvicendarono e in molti casi si scontrarono per divergenze di vedute. Per affrontare i complessi snodi di questa vicenda è stata condotta una ricerca approfondita negli archivi cittadini che ha messo in luce una mole consistente di documenti e materiali diversi, in gran parte inediti: l’esame di essi ha permesso, per la prima volta, di ricostruire nel dettaglio le vicende del sito tra il 1870 e i primi anni del Novecento e di inquadrare in una visione più complessiva la storia della breve vita dell’Orto Botanico a Panisperna e della costruzione dell’edificio dell’Istituto Botanico, dal 1938 sede dell’Istituto di Patologia del libro, oggi Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario (ICRCPAL). </p>
<p>Testi di Alberta Campitelli, Alessandro Cremona, Claudio Impiglia</p>
<p>ALBERTA CAMPITELLI, storica dell’arte e dei giardini, per trent’anni direttore delle Ville e Parchi Storici del Comune di Roma, ha progettato e diretto, in collaborazione con altri professionisti, importanti interventi di restauro e di ripristino di giardini ed edifici nelle ville Borghese e Torlonia e in altre ville minori. Ha pubblicato numerosi studi su ville e giardini storici, in particolare in area romana. Ha partecipato a convegni in Italia e all’estero, è docente di Gestione dei Musei e del Patrimonio Culturale presso l’Università Luiss, è advisor member dell’ICOMOS-International Scientific Committee on Cultural Landscapes, è Vicepresidente dell’Associazione Parchi e Giardini Italiani, è membro del Consiglio d’Amministrazione della Galleria Borghese. Nel 2013 ha ricevuto dalla Repubblica Francese l’onorificenza di Chevalier des Arts et des Lettres per la collaborazione culturale tra Italia e Francia.</p>
<p>ALESSANDRO CREMONA, storico dell’arte, lavora presso la Sovrintendenza di Roma Capitale e si occupa da tempo della gestione e della valorizzazione di importanti giardini pubblici romani, tra cui le passeggiate del Pincio e del Gianicolo. Su questi complessi, e più in generale sulla storia dei giardini monumentali di Roma, ha pubblicato numerosi studi e ricerche. </p>
<p>CLAUDIO IMPIGLIA, architetto, dottore di ricerca in “Storia e Restauro dell’Architettura”, cultore della materia in “Storia dell’Architettura”, svolge attività di assistenza al corso di “Storia dell’Architettura 1”, presso l’Università di Roma Tre. Collabora con il “Centro Studi sulla Cultura e Immagine di Roma”. Ha pubblicato studi e ricerche sull’architettura e il paesaggio della Campagna Romana tra Otto e Novecento.</p>
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