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	<title>SPAZIO, MEMORIA, PROGETTO Archivi | Gangemi Test</title>
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	<title>SPAZIO, MEMORIA, PROGETTO Archivi | Gangemi Test</title>
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		<title>Simona Liberati. Opere recenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2016 14:08:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana SPAZIO, MEMORIA, PROGETTO diretta da Massimo Rossi Ruben n.8 […] L’arte di Simona Liberati è in costante divenire. Le immagini sono energicamente delineate e fissate e tuttavia è molto accentuata, in quest’artista, l’idea della folgorazione visiva, una folgorazione che scaturisce da una mano e una mente ben organizzate e strutturate e non è del ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana SPAZIO, MEMORIA, PROGETTO diretta da Massimo Rossi Ruben n.8</p>
[…] L’arte di Simona Liberati è in costante divenire. Le immagini sono energicamente delineate e fissate e tuttavia è molto accentuata, in quest’artista, l’idea della folgorazione visiva, una folgorazione che scaturisce da una mano e una mente ben organizzate e strutturate e non è del tutto un caso che ella venga da una formazione di architetto e abbia per la dimensione tecnica un’attenzione ben più capillare di quanto si possa credere alla prima, osservando i suoi lavori.<br />
dalla presentazione di Claudio Strinati</p>
<p>Simona Liberati nasce nel 1969. Comincia a disegnare e a dipingere fin da bambina, destando la meraviglia dei genitori che assecondano questa sua precoce inclinazione accompagnandola a visitare musei, gallerie e luoghi d’arte della città. Si iscrive al Liceo Artistico Sant’Orsola, nel cuore del Quartiere Italia, conseguendo la maturità nel 1986. Frequenta, a seguire, la Facoltà di Architettura de ”La Sapienza”, laureandosi in Progettazione con una tesi sulla riqualificazione urbanistica dell’area del Borghetto Flaminio. Dal 1994 alterna la produzione di opere agli impegni di architetto, che diverranno nel corso degli anni la sua principale occupazione, con significative affermazioni in termini partecipativi anche nell’ambito delle opere pubbliche e nel restauro conservativo di complessi ecclesiastici, a Roma e nelle Marche. Nel 2004 frequenta i corsi liberi di “nudo” e “pittura” presso la Rome University of Fine Arts (RUFA) e – nel biennio 2011-2012 – uno stage in discipline visive e plastiche presso l’International Summer Academy of Fine Arts di Salisburgo.  Nel clima dei confronti e degli scambi interculturali avviati durante l’esperienza maturata in Austria, istituisce nuovi importanti contatti con altri artisti, orientando la sua ricerca verso le tematiche della pittura neofigurativa e del portraitisme d’antan, proiettando progressivammente la sua attività artistica ed espositiva verso la dialettica del naturalismo ideologico. Ha all’attivo numerose partecipazioni in rassegne collettive e nel 2006 ha inaugurato a Roma la prima mostra personale, con lusinghieri consensi di pubblico e di critica. I suoi lavori figurano in collezioni private e legati artistici, sia nazionali che esteri. Si sono occupati della sua produzione autorevoli firme della critica d’arte, tra cui Claudio Strinati, Gloria Porcella e Alessandro Riva. Vive, lavora e dipinge a Roma.</p>
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		<title>Luca Ciaccia. Orfico metamorfico</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/luca-ciaccia-orfico-metamorfico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 14:04:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana SPAZIO, MEMORIA, PROGETTO diretta da Massimo Rossi Ruben n.7 Il filo dell’identità di Luca Ciaccia “artista” dimostra la giustezza del concetto espresso da De Staël circa il rapporto tra Natura ed Arte. Naturalismo è invenzione, indagine, ricerca quando è inteso come un modo per interpretare il circostante naturale, come chiave per comprenderlo e quindi ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana SPAZIO, MEMORIA, PROGETTO diretta da Massimo Rossi Ruben n.7</p>
<p>Il filo dell’identità di Luca Ciaccia “artista” dimostra la giustezza del concetto espresso da De Staël circa il rapporto tra Natura ed Arte. Naturalismo è invenzione, indagine, ricerca quando è inteso come un modo per interpretare il circostante naturale, come chiave per comprenderlo e quindi trasfigurarlo in una propria visione; in altre parole, per convertirlo in immagini che non si limitino ad evocare forme e colori del vero ma che esprimano sensibilità epidermica e temperamento d’artista, audacia ed abbandono per gli infingimenti, un’ineluttabile relatio con la tradizione; per ripetere le parole del Barone, “Per inventare ciò che natura non è” […]  [da “Cahier de poche” di Massimo Rossi Ruben]
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		<title>Discorsi visivi 2</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/discorsi-visivi-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 14:04:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana SPAZIO, MEMORIA, PROGETTO diretta da Massimo Rossi Ruben n.6 Sulla pesta dello straordinario successo di pubblico e di critica riscosso dalla prima edizione di Discorsi visivi. Idee in Arte, l’Associazione Culturale Cosmoart ha inteso proporre - unitamente agli Enti patrocinanti - una nuova rassegna di arte contemporanea, coinvolgendo altri numerosi artisti, locali e di ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana SPAZIO, MEMORIA, PROGETTO diretta da Massimo Rossi Ruben n.6</p>
<p>Sulla pesta dello straordinario successo di pubblico e di critica riscosso dalla prima edizione di Discorsi visivi. Idee in Arte, l’Associazione Culturale Cosmoart ha inteso proporre &#8211; unitamente agli Enti patrocinanti &#8211; una nuova rassegna di arte contemporanea, coinvolgendo altri numerosi artisti, locali e di altre regioni.<br />
La rassegna ha in animo di espandersi e diventare un appuntamento annuale finalizzato a coinvolgere un numero sempre maggiore di artisti in grado di promuovere gli attrattori sul territorio attraverso una produzione composita di opere che ne valorizzino gli aspetti culturali. La scelta iniziale degli organizzatori, quindi, di individuare la Rocca dei Rettori quale contenitore per la manifestazione, assume allora sempre più significato, legandosi essa alle identità storiche del Sannio e a quei percorsi che sdoganano questa felix insula nel mondo e con i quali ogni artista ha interagito per la produzione di molte delle opere presenti in mostra. Nell’attuale edizione raddoppieranno il numero degli artisti e verrà introdotta una nuova sezione dedicata alle tecniche visual-sperimentali, ai nuovi linguaggi correlati al web ed alle espressioni della ritrovata artigianalità; segnali, tutti, del ritorno all’attenzione per gli antichi mestieri ed alla perduta passione per il lavoro manuale. Molti degli artisti selezionati per la manifestazione vantano straordinarie esperienze ed hanno partecipato a festival e fiere, anche di profilo internazionale, confermandosi ambasciatori dell’arte italiana nel mondo; artisti del nostro tempo, in estrema sintesi, che a loro modo interpretano il circostante attraverso la personale visione di una realtà, talvolta estraniata ma pur sempre densa di suggestioni del loro sentire. Benevento conferma ancora una volta la propria vocazione al contemporaneo, accogliendo nelle proprie mura &#8211; e nel luogo ove risiede il cuore pulsante della città &#8211; espressioni ed esiti dallo spirito composito, tutti &#8211; nondimeno &#8211; volti alla promozione dell’arte e all’incoraggiamento del suo generarsi. [Augusto Ozzella, Ideatore dell’evento]
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		<item>
		<title>Il &#8220;San Bastiano Medici&#8221; di Andrea del Sarto</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/il-san-bastiano-medici-di-andrea-del-sarto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 14:04:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana SPAZIO, MEMORIA, PROGETTO diretta da Massimo Rossi Ruben n.5 "[...] Essendo dopo Andrea in questi suoi ultimi anni molto famigliare d’alcuni, che governavano la Compagnia di s. Bastiano, che è dietro a’ Servi, fece loro di sua mano un s. Bastiano dal bellico in su, tanto bello, che ben parve, che quelle avessero ad ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana SPAZIO, MEMORIA, PROGETTO diretta da Massimo Rossi Ruben n.5</p>
<p>&#8220;[&#8230;] Essendo dopo Andrea in questi suoi ultimi anni molto<br />
famigliare d’alcuni, che governavano la Compagnia di s. Bastiano, che è dietro a’ Servi, fece loro di sua mano un s. Bastiano dal bellico in su, tanto bello, che ben parve, che quelle avessero ad essere l’ultime pennellate, ch’egli avesse a dare [&#8230;] &#8220;. (da &#8220;Le Vite&#8221; di Giorgio Vasari, 1550)</p>
<p>L’arrivo e l’esposizione alla Rocca dei Rettori di Benevento del dipinto di San Sebastiano, recuperato dalla Guardia di Finanza e ampiamente riconosciuto come opera di Andrea del Sarto, è un evento di grandissima rilevanza culturale che suscita e susciterà emozioni, riflessioni, intriganti curiosità e raffinate ambizioni a percorsi di approfondimento e discussione. Il fascino dell’intrigo deriva dal fatto che siamo di fronte a un’opera celeberrima che, dalla sua nascita ad oggi, ha avuto un lungo percorso di passaggi di &#8220;mano&#8221; sprofondato nell’ignoto con una fase di incertezza e buio durata quasi due secoli.</p>
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		<item>
		<title>Mario Ferrante. Work in progress</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/mario-ferrante-work-in-progress/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 13:04:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana SPAZIO, MEMORIA, PROGETTO diretta da Massimo Rossi Ruben n.3 "Ho deciso di colorare di grigio gli spazi dove vivono i personaggi dei miei meridioni del mondo, perché è il colore della penitenza: proprio come la loro esistenza che mi appare simile ad una sottile ed invincibile saudade, vissuta cantando e danzando". [Mario Ferrante] L'arte ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana SPAZIO, MEMORIA, PROGETTO diretta da Massimo Rossi Ruben n.3</p>
<p>&#8220;Ho deciso di colorare di grigio gli spazi dove vivono i personaggi dei miei meridioni del mondo, perché è il colore della penitenza: proprio come la loro esistenza che mi appare simile ad una sottile ed invincibile saudade, vissuta cantando e danzando&#8221;. [Mario Ferrante]
<p>L&#8217;arte di Mario Ferrante e le opere che ci sta regalando sono ormai un patrimonio della cultura mondiale, punta di diamante emblematica quanto originale di una pittura neo figurativa approdata ormai ad una piena maturità; è una maturità che tuttavia assume come propria componente vitale, e quindi irrinunciabile, una permanente sperimentazione che induce nuove aspettative alimentando l&#8217;attesa delle emozioni e delle conoscenze che ci darà con l&#8217;opera che verrà fatta domani. Il colore di Mario Ferrante esplode come nella vita reale esplode a Rio, ma canta, come si canta a Rio, la gioia e la tristezza di questa realtà. Di Benevento, in tutto ciò, c&#8217;è la condivisione dei miti, della magia, dell&#8217;incantesimo che nei quadri di Mario Ferrante hanno tanta straordinaria presenza, magia di personaggi, di spiagge e paesaggi, di storie antiche e moderne, cose che vivono nel presente anche quando sanno di cose che vengono dal passato. [dalla presentazione di Aniello Cimitile, Presidente Provincia di Benevento]
<p>Il volume è a cura di Massimo Rossi Ruben.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Discorsi visivi</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/discorsi-visivi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana SPAZIO, MEMORIA, PROGETTO diretta da Massimo Rossi Ruben n.4 L'evento Discorsi Visivi. Idee in arte nasce dall'idea di far convivere esperienze e visioni artistiche differenti, coinvolgendo 10 autori - selezionati tra le eccellenze del Paese - che con le loro opere esprimono soggettivamente il proprio personale nucleo vitale creativo. Ne deriva, così, una rassegna ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://test.gangemi.com/prodotto/discorsi-visivi/">Discorsi visivi</a> proviene da <a href="https://test.gangemi.com">Gangemi Test</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana SPAZIO, MEMORIA, PROGETTO diretta da Massimo Rossi Ruben n.4</p>
<p>L&#8217;evento Discorsi Visivi. Idee in arte nasce dall&#8217;idea di far convivere esperienze e visioni artistiche differenti, coinvolgendo 10 autori &#8211; selezionati tra le eccellenze del Paese &#8211; che con le loro opere esprimono soggettivamente il proprio personale nucleo vitale creativo. Ne deriva, così, una rassegna di dialoghi di soli sguardi e rimandi &#8211; discorsi visivi, appunto &#8211; dove le opere sono protagoniste e diretti interlocutori in grado di rivelare le proprie peculiarità che solo il fruitore più attento riesce a cogliere.[Augusto Ozzella]
<p>Discorsi Visivi. Idee in arte è un progetto che intende promuovere la città di Benevento ad eccellenza culturale &#8211; al pari di altre importanti realtà del Paese &#8211; pronta alle contaminazioni artistiche alloctone, analizzandone il percorso di crescita ed instillando nei cittadini la consapevolezza della propria identità sollecita ed adoperabile allo scambio di esperienze e conoscenze. Ospitare dieci artisti contemporanei &#8211; molti di loro con creazioni dedicate ed in progress &#8211; alla Rocca dei Rettori (appare superfluo precisare che la scelta del contenitore non è stata affatto casuale) può certamente costituire il volano per un progetto di compulsazione culturale, se non altro nell&#8217;ottica di creare curiosità intorno al torpore &#8211; inteso come pigrizia intellettuale a cui la provincia spesso si adagia &#8211; come in genere succede sorprendendoci nel fermento adrenalinico della novità e dell&#8217;elemento importato. A questi affabulatori si è deciso di lasciare carta bianca sia per rispetto della loro autonomia creativa sia affinché &#8211; ars gratia artis &#8211; fossero le loro visioni, così differenti e peculiari per ciascuna tematica che compone il percorso, a raccontare altre anime e spaesamenti di questo luogo che continua a sorprenderci ogni giorno con nuove suggestioni. [Massimo Rossi Ruben, direttore della collana &#8220;Spazio, memoria, progetto&#8221;]
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			</item>
		<item>
		<title>Mario Ferrante</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/mario-ferrante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana SPAZIO, MEMORIA, PROGETTO diretta da Massimo Rossi Ruben n.1 La città, gli angeli ed il filo rosso, ci propone una riflessione nuova e positiva sulla perdita di valori e d'orientamento della Bit generation. Affascinato e sedotto anch'egli dal luccichio di vetrine e locali e dal rumore di auto e tram, non dimentica mai di ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana SPAZIO, MEMORIA, PROGETTO diretta da Massimo Rossi Ruben n.1</p>
<p>La città, gli angeli ed il filo rosso, ci propone una riflessione nuova e positiva sulla perdita di valori e d&#8217;orientamento della Bit generation. Affascinato e sedotto anch&#8217;egli dal luccichio di vetrine e locali e dal rumore di auto e tram, non dimentica mai di omaggiare la presenza immanente dell&#8217;uomo, vero protagonista, anche quando assente. L&#8217;atmosfera vibrante della vita cittadina, resa dalla corposità materica di luce e colore e dall&#8217;incisivo segno della spatola, coniugano in un sodalizio armonioso le due dimensioni della modernità: quella fugace del ritmo cittadino e quella intimista e contemplativa dell&#8217;uomo. Ferrante ci invita a partecipare con entusiasmo alla festa di luci, colori, suoni e odori che la città offre ai nostri sensi, esortandoci a non perdere mai di vista la dimensione umana. È un richiamo sincero e convincente ad osservare e capire i comportamenti e ad ascoltare le parole silenziose tanto della collettività quanto del singolo. (Cecilia Limpido)<br />
A chi ha avuto modo di visitare la mostra che la Soprintendenza al Polo Museale di Roma ha voluto dedicare nel 2007 a Mario Ferrante nelle sale di Palazzo Venezia, non sarà certo sfuggito l&#8217;impegno dell&#8217;artista di rendere icastica una serie di visioni metropolitane rappresentate nell&#8217;atto del compiersi, evidente modulazione teatrale inesausta legata alle sue passeggiate con macchina fotografica e baedeker sottobraccio, nulla più che appunti iconologici di artista. Caratteristica di tale ciclo è la qualità dell&#8217;evento che viene colto nel suo farsi, nel divenire, prima, visione, poi, capacità di avvolgimento badiale e fantasioso, processo rutilante di manualità e vocazione. Dagli anni della recherche ad oggi Ferrante ha progressivamente placato la violenza dello scatto represso, fino al manifestarsi del contemporaneo enigmatico. Ecco, allora, il Ferrante impetuoso &#8211; pennelli riposti e spatola di ordinanza &#8211; insinuarsi, savio e riservato, a caccia di istantanee sulla contemporaneità.(Massimo Rossi Ruben)</p>
<p>Il volume è a cura di Francesco Giulio Farachi e Massimo Rossi Ruben.</p>
<p>L'articolo <a href="https://test.gangemi.com/prodotto/mario-ferrante/">Mario Ferrante</a> proviene da <a href="https://test.gangemi.com">Gangemi Test</a>.</p>
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		<item>
		<title>Mario Ferrante. Sinfonia di Berlino / Negro no coração</title>
		<link>https://test.gangemi.com/prodotto/mario-ferrante-sinfonia-di-berlino-negro-no-coracao/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana SPAZIO, MEMORIA, PROGETTO diretta da Massimo Rossi Ruben n.2 Ferrante, nel corso degli anni, ha maturato un acume e una consapevolezza invero piuttosto rari, e per di più in un artista che agisce sempre e soltanto sotto l'impulso di un forte stato emotivo e quello vuole trasferire con la maggiore immediatezza possibile sullo spazio ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://test.gangemi.com/prodotto/mario-ferrante-sinfonia-di-berlino-negro-no-coracao/">Mario Ferrante. Sinfonia di Berlino / Negro no coração</a> proviene da <a href="https://test.gangemi.com">Gangemi Test</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana SPAZIO, MEMORIA, PROGETTO diretta da Massimo Rossi Ruben n.2</p>
<p>Ferrante, nel corso degli anni, ha maturato un acume e una consapevolezza invero piuttosto rari, e per di più in un artista che agisce sempre e soltanto sotto l&#8217;impulso di un forte stato emotivo e quello vuole trasferire con la maggiore immediatezza possibile sullo spazio della tela. La duplice esperienza italiana e brasiliana ha giocato un ruolo determinante nella sua evoluzione e si può pensare che, se le vicende fossero state altre, forse il Maestro non sarebbe arrivato a quella potente intensità di passione che lo pone su un piano ragguardevole nel panorama artistico attuale. Ora lavora in modo indefesso con la spatola, con cui segna e plasma la superficie, strumento di elaborazione e di scavo all&#8217;interno della materia, potentemente evocativo e descrittivo insieme. Insegue immagini di giovani che vagano e cercano le tracce di sé sulla riva del mare o in giro per la città. Ma, in sostanza, tutta la produzione di Ferrante è una poetica della consapevolezza e dell&#8217;autoconsapevolezza.</p>
<p>Ferrante, ao longo dos anos, amadureceu um acume e uma consciência para dizer a verdade, muito raro, sobretudo em um artista que age sempre e somente sob o impulso de um forte estado emocional e que quer transferi-lo com grande imediatismo no espaço da tela. A dupla experiência italiana e brasileira cumpriu um papel determinante em sua evolução e pode-se pensar que, se os acontecimentos tivessem sido outros, talvez o Mestre não teria chegado àquela poderosa intensidade de paixão que o coloca num plano importante no panorama artístico atual. Agora trabalha de forma incansável com a espátula, com a qual marca e plasma a superfície, instrumento de elaboração e de escavação dentro da matéria, potentemente evocativa e descritiva ao mesmo tempo. Recorre a imagens de jovens que vagam e procuram os rastros de si mesmos na beira do mar ou nos arredores da cidade. Mas, afinal, toda a produção de Ferrante é uma poética da consciência e da auto-consciência</p>
<p>Ferrante hat im Laufe der Jahre Scharfsinn und Bewusstheit in einem seltenen Maße entwickelt, und obendrein noch in einem Künstler, der stets und ausschließlich unter dem Impuls einer starken Gefühlserregung handelt und genau diesen Zustand mit größter Unvermitteltheit in den Raum der Leinwand übertragen möchte. Die italienisch-brasilianische Doppelerfahrung hat eine entscheidende Rolle in seiner Entwicklung gespielt und man geradezu annehmen, dass der Künstler, wenn dies anders gekommen wäre, wahrscheinlich nicht zu dieser kraftvollen Leidenschaft gefunden hätte, die ihm einen bedeutenden Platz in der gegenwärtigen Kunstlandschaft sichert. Jetzt arbeitet er unermüdlich mit dem Spachtel, mit dem er die Oberfläche zeichnet und formt. Der Spachtel ist ein Werkzeug eingreifenden Veränderns im Stofflichen, zugleich höchst beschwörend und beschreibend. Er verfolgt Bilder von Jugendlichen, die umherschweifen und Spuren ihrer selbst am Ufer des Meeres oder auf Streifzügen durch die Stadt suchen. Aber im Grunde ist das gesamte Schaffen Ferrantes eine Poetik der Bewusstheit und der Selbst-Bewusstwerdung.</p>
<p>Testi di: Michele Valensise, Everton Vieira Vargas, Francesco Giulio farachi, Massimo Rossi Ruben, Jean Pierre el Kozeh.</p>
<p>L'articolo <a href="https://test.gangemi.com/prodotto/mario-ferrante-sinfonia-di-berlino-negro-no-coracao/">Mario Ferrante. Sinfonia di Berlino / Negro no coração</a> proviene da <a href="https://test.gangemi.com">Gangemi Test</a>.</p>
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